L’illusorio luccichio del proprio io
“Sospesi a metà tra l’inconcepibile immensità cosmica dello spazio-tempo relativistico e il guizzare elusivo e indistinto di cariche quantiche, noi esseri umani, più simili ad arcobaleni e miraggi che ad architravi o macigni, siamo imprevedibili poemi che scrivono se stessi – vaghi, metaforici, ambigui, e a volte straordinariamente belli”
Douglas Hofstadter
Lessi Godel, Escher, Bach, Un’eterna ghirlanda brillante, il lavoro che ha reso celebre Hofstadter, un paio d’anni fa in lunghe e fantastiche sessioni sulla poltrona davanti al camino, arricchendo l’esperienza con scorpacciate di noci e sorsi di tè caldo. Qualche volta – nelle pagine a più ampio respiro – mi concedevo un mezzo bicchiere di vino. Come ho già scritto in attimi di folle esaltazione, la lettura di quell’opera d’arte provocò in me più di uno scompenso, più di un fremito. Essa rappresentava da un lato una sfida difficile e, dall’altro, un avventuroso, pericoloso, eccitante viaggio nei meandri dell’essere umani. Parlava in maniera originale e lucida, veicolando concetti assai complessi, di un sacco di cose che mi frullavano in testa fin da bambino (come penso succeda un po’ a tutti). Lanciava mille spunti, deviava centinaia di volte: eppure – è ciò che voleva – sapeva come tornare sempre ad una solida base di coerenza. Dopo due anni mi sento di dire che GEB mi ha dato, forse, più di ogni altro libro. Sento che mi ha portato da qualche altra parte. Sento che mi ha donato un punto di vista più ampio. E no, qui non si parla di robaccia mistica.
“Non è la materia, è il movimento”
Circa trent’anni dopo, Douglas Hofstadter torna a scrivere sui temi di GEB in I am a strange loop (Anelli nell’io). Riaffronta il nocciolo della questione (l’io come loop o strano anello) soprattutto nella prima parte, un tantino ridondante e priva del brio multidisciplinare di GEB, ma lo stesso interessantissima. Poi lo espande in molteplici direzioni nella seconda metà del libro, più rigogliosa e sconvolgente.
No, Anelli nell’io (qui la trascrizione del primo capitolo) non è effervescente e piacevolmente caotico come il suo noto predecessore, se me lo chiedete. Hofstadter evita infatti di indugiare eccessivamente su passaggi logico-matematici (anche se è presente un articolatissimo resoconto di come Godel abbia messo in crisi i Principia Mathematica di Russell e Whitehead) e cerca di spiegare cos’ha in testa (letteralmente) con maggior ordine, sforzandosi di utilizzare semplicità di linguaggio e metafore rivelatrici – ma senza che i concetti stessi smarriscano la loro intrinseca complessità. La parola d’ordine è una sola: CHIAREZZA. E il risultato finale è, a scanso di equivoci, illuminante, intrigante, spiazzante, splendido. Anelli nell’io è un’altra grande esperienza. Altra roba spettacolare.
Non c’è il tempo di scendere nel dettaglio. Qui non si tratta di sintetizzare una trama. E nemmeno un’idea. Non c’è il tempo di enumerare tutte le riflessioni che un lavoro di questa portata ti spinge a fare. Non si possono raccontare tutte le risate. Non ci si può soffermare troppo sui passaggi malinconici, né sulle reazioni a essi. C’è solo la voglia di suggerire (di urlare!) di leggerlo. Tutto qui. Leggerlo, e farsi trascinare oltre i confini dell’intuitivo e del senso comune, nel bel mezzo del mistero dell’esistenza. Esplorare il buio, cavalcare il loop. Leggerlo, e farsi commuovere di fronte a certi passaggi autobiografici e al modo in cui vengono raccontati e spiegati. Leggerlo – e ci vuole un certo coraggio – e prendere atto dell’illusione. Leggerlo, insomma, leggerlo: i “porca puttana” nei momenti salienti si sprecheranno. O, almeno, con me è andata così.
(e grazie dell’anello, Douglas. per quanto “a grana grossa” possa essere, s’intende)



(commenti incollati dal vecchio blog – dal più recente al più vecchio)
Commenti
#12
21:30, 22 marzo, 2010
sì, questa coesistenza è tra le (molte) cose che personalmente mi avevano sbalordito del testo inglese — se qualcosa di ciò è passato anche nel testo italiano ne siamo ovviamente felici…
io citata? probabilmente some one else by the same name! no kidding, Hofstadter è una persona molto generosa, come si vede anche dai libri che scrive.
utente anonimo (IP: 6746ab9e3d21c8a)
#11
13:56, 22 marzo, 2010
ah, anche tu citata nella prefazione all’edizione italiana, come Mau. :)
be’, immagino sia stato un lavoro in grado di regalare una certa soddisfazione perché, comunque, si tratta di un qualcosa in più di una mera traduzione. Complimenti anche a te per il modo in cui il libro si legge in italiano. La sinergia Hofstader-traduttori ha portato a un prodotto in cui complessità di argomenti e fluidità narrativa coesistono come di rado avviene in altri lavori.
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#10
18:58, 21 marzo, 2010
Grazie a te per le intense parole su Anelli nell’io.
In veste di co-traduttrice ho letto a occhio e croce
alcune decine di recensioni, prima della versione
inglese e poi di quella italiana, ma mi sembra che
la tua (sorta di) recensione sia quella con cui ho
risuonato di più.
utente anonimo (IP: 4dba106b6486333)
#9
12:29, 21 marzo, 2010
grazie per le segnalazioni. ad “anagrammi” c’avevo già pensato, mentre dell’altro proprio ignoravo l’esistenza :)
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#8
10:05, 21 marzo, 2010
P.S. ti segnalo ancora, fra gli altri di Hofstadter, Ambigrammi, un altro libro sconvolgente, anch’esso presente solo in lingua originale, che però stavolta è l’italiano :-).
utente anonimo (IP: c1de7feabbf2376)
#7
09:24, 21 marzo, 2010
se ti sono piaciuti GEB e IASL, Le Ton beau de Marot (LeTbM) potrebbe piacerti in simile misura (esiste però solo in lingua originale). Certo bisogna essere altrettanto preparati a non essere più, dopo la lettura, la stessa persona che si era prima….
utente anonimo (IP: c1de7feabbf2376)
#6
09:05, 20 marzo, 2010
penso che non saremmo gli unici, ‘sta gente riceverà decine di mail la settimana :)
per quanto riguarda l’esternalismo, dalla pagina wiki che m’avevi linkato, in verità, non c’ho capito molto :D ma penso che, sì, sia più o meno ciò che intende Hofsdadter nella seconda parte di Anelli nell’io.
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#5
01:16, 20 marzo, 2010
sai che pensavo? non sarebbe una brutta idea buttare giù qualche domanda, tipo intervista, ed inviargliele.
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#4
22:38, 19 marzo, 2010
si, parla italiano molto bene, e viene spesso in italia.
tra l’altro lui http://xmau.com/ è uno dei traduttori (Hofstadter lo cita nella prefazione, quindi dovrebbe essergli parecchio amico – lo si potrebbe chiedere a lui, eventualmente :)
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#3
22:14, 19 marzo, 2010
uhm… “coscienza distribuita”? mi puzza che allora, davvero, anche lui preferisce l’approccio esternalista e forse abbraccia la teoria della mente estesa. …interessante :-)
si potrebbe chiederglielo. ho saputo che conosce benissimo l’italiano, tra l’altro. :-)
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#2
13:20, 19 marzo, 2010
prima parte piacevole, come detto (una specie di ripasso maturo e più discorsivo di GEB), seconda parte davvero molto ambiziosa (anche se il discorso sulla “coscienza distribuita”, per come la mette lui, non mi convince al 100%).
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#1
10:36, 19 marzo, 2010
Ok, altri soldi che caccio fuori volentieri.
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Gianluca Bartalucci
17 maggio 2010 alle 20:54
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7 luglio 2011 alle 13:13
Appena trovato. Carino trovare una vignetta su Hofstadter du xkcd: http://xkcd.com/917/
Non avrei pensato che fosse considerato “roba da geek”. :)
Masque
31 agosto 2011 alle 22:34
:)
L’hai finito GEB? Certo, lettura non propriamente estiva!
Gianluca Bartalucci
1 settembre 2011 alle 08:45
Sono a metà, quasi. I capitoli sull’aritmetica mi sono un po’ pesanti, ma il resto scorre sorprendentemente bene. Anche se richiede attenzione.
Masque
1 settembre 2011 alle 10:46
All’epoca ero così preso che feci anche gli esercizi (!). Ho visto (Anobii) che hai preso anche “Anelli nell’io”: lì la matematica è quasi assente.
Gianluca Bartalucci
2 settembre 2011 alle 17:53
Sì, ho approfittato degli ultimi sconti per prendere un po’ di cose. Anelli l’avevo in lista da un po’… ma prima, meglio finire GEB. Ho appena finito un capitolo sui koan, dove viene usato lo zen per tornare a Godel. :)
Masque
2 settembre 2011 alle 19:33
[...] di solitudine, Guida alle birre del mondo, etc). Però devo dire – ma va? – che Anelli nell’io di Hofstadter mi ha davvero scombussolato, per il suo essere lieve, anche divertente, ma allo [...]
Tutto quel che c’è da sapere sulla vita (eh, come no) « Some1elsenotme
9 novembre 2011 alle 13:27
Finito! (L’avevo lasciato in sospeso per un po’)
Davvero stupendo. Come immaginerai, mi sono ritrovato quasi completamente in quello che ho letto :)
Masque
2 giugno 2012 alle 17:12