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Ever noticed that people who believe in Creationism look really unevolved?

American: The Bill Hicks Story

con un commento

Periodo Bill Hicks, come detto a più riprese. Prima di mettermi a leggere Love all the people mi sono procurato il film-documentario (BBC, 2009) American: The Bill Hicks Story. Il film è ben realizzato (anche se talvolta regia, post-produzione e foto animate sono un po’ invadenti) e racconta, attraverso i passaggi fondamentali, i 32 anni di vita del comedian americano utilizzando le immagini, le voci dei suoi più grandi amici e le testimonianze dei familiari. Vi si narra dei precocissimi inizi, dei primi successi, delle esperienze psichedeliche (che, raccontate così…), del periodo dell’alcolismo – dal quale ha comunque trovato la forza di emergere – e degli ultimi toccanti mesi, che Hicks affronta sapendo di dover morire a causa di un cancro al pancreas. Il tutto intervallato da alcune delle sue battute più riuscite – o delle sue caricature più feroci.

Credo si potrebbe dividere la vita di Hicks, grossolanamente, in quattro capitoli. Il primo riguarda la sua straordinaria, tenace, voglia di emergere. Il secondo gira attorno all’alcool (memorabili alcune scene in cui lo si vede completamente sbronzo sul palco: “ormai la gente andava a vederlo solo per vedere quanto avrebbe bevuto quella sera”, racconta un suo amico) e alla paura di perdere il controllo della propria vita. Il terzo parla del suo successo e di una serenità ritrovata. Il quarto è la morte: aspettata con dignità, ingannata (scuola Timothy Leary) con l’ennesimo – l’ultimo – trip assieme agli amici di sempre.

“Una bella spazzolata al nostro terzo occhio”? Non solo. Anche tanti sprazzi di umanità. Il diciannovenne Hicks, partito per Los Angeles con l’intenzione di sfondare nel mondo dello spettacolo, a un certo punto vive un momento di sconforto e di frustrazione – le cose non stanno andando come aveva sperato, tutt’altro. Allora accende il registratore a cassette e parla, si confida, si confessa, sguinzaglia le paure. Il film ci regala la sua voce, ed è uno dei momenti più devastanti dell’intera pellicola:

Hello. This is Bill. I just need to talk to somebody and this tape recorder is all I’ve got right now. I haven’t been funny in a long time. I haven’t come up with new material in a long time. And I’ll tell you one thing – there’s nothing scarier, especially for me out here forsaking college and an easy life, coming out here…what happens if I’m just not funny? I have nothing. I am a bum.

Scritto da Gianluca Bartalucci

20 dicembre 2011 a 17:22

Pubblicato in america, cinema, esaltazioni, filosofia, video

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Una Risposta

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  1. Senza stare a scrivere un altro post. Sto leggendo “Love all the people”, raccolta di scritti, poesie, racconti etc di Hicks. Nel mezzo del volume c’è un pezzo che, come ho letto in una recensione, vale da solo il prezzo del libro. Si chiama Thoughts about love and smoking ed è un racconto nostalgico di un’intensità rara. Si trova qui: http://richmaythinktank.tumblr.com/post/799821998/thoughts-on-love-and-smoking

    Gianluca Bartalucci

    25 dicembre 2011 alle 23:37


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