Le notti di Salem (e Napoli non c’entra nulla)

Non leggevo King, il King narrativo, da qualche anno. Se non ricordo male, m’ero fermato al suo “La casa nel buio” (scritto con Straub), il seguito de “Il talismano”. Nel periodo che va dai dieci ai venti anni ho letto la maggioranza dei suoi lavori. Cominciai con i capolavori “It” (ero alla Coop, lo infilai nel carrello della mamma perché la copertina era irresistibile) e “L’ombra dello scorpione”, poi mi buttai sul resto.

Era rimasto fuori qualcosa, tra cui “Le notti di salem“. Un libro vecchio, polveroso e un po’ fuori dal tempo, ma buonissimo, che cresce lentamente, con un finale fin troppo tirato per le lunghe per eccesso di citazionismo*. La storia riprende – più o meno – quella del “Dracula” di Stoker e la immerge nella melmosa apatia delle campagne americane. Tutto ruota dunque attorno alla figura dei vampiri. Niente Anne Rice, qui, però. Qui i vampiri sbranano, sono viscidi, perfidi, schifosi. Non sono eroi maledetti, non hanno volti effeminati, non sono affascinanti playboy, non seducono. Ti vogliono morto. Stecchito. O non-morto, o non-stecchito: in ogni caso, hanno una loro dignità. E’ questo ciò che conta. Ciò che fa la differenza rispetto al romanticismo del vampiro moderno.

King è vitale, porta avanti con maestria le diverse storie parallele (anticipando ciò che farà in modo anche migliore con “It”), è asciutto e sempre attaccato all’intreccio, è a tratti ironico e divertente (e divertito). Fa fuori personaggi fondamentali, gioca con le aspettative dei lettori e ribalta un paio di topoi della letteratura orrorifica. Il finale, omaggio al romanzo gotico epistolare, è forse un tantino forzato. Ma si può chiudere un occhio. Questo è uno dei primi libri pubblicati dallo scrittore del Maine: strafare, citare, seguire in modo pedissequo gli stilemi del genere. E’ la gioventù, succede a tutti. Dai Rush ai Queensryche, da Ammaniti a Cronenberg, da Picasso a Van Gogh. E così via, e così via.

(*in colpevolissimo ritardo mi accorgo che questa parte è stata inserita alla fine del racconto solo a posteriori ed era dunque assente nell’edizione originaria. amen)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...