AsColti As Possible.

Periodo musicalmente esausto, saturo, noiosetto. Fiacchezza ovunque. Tra le novità – quelle che ho sentito – c’è poco che meriti più di un mezzo ascolto. Tra il post-rock tutto uguale, arpeggino ripetuto & crescendo & esplosione fragorosa di chitarre & ritorno all’arpeggino, tra metal scontato che manco alla Lidl (diomio, i Communic: e ho letto pure recensioni entusiastiche per questi nuovi Nevermore), tra la pallosità (ma quanto malinconica, ah… – limito i puntini solo perché la lingua italiana ne vuole tre) del nuovo Klimt 1918, messo in piedi con gli stessi giri armonici dei dischi precedenti, tra questo e quest’altro, delusi e annoiati, non si può che prendere e tornare almeno per un po’ alle vecchie passioni.

Sabato sera a Milano c’era il concerto dei Queensryche (foto e recensione). Non sono andato per un milione di futili motivi, ma mi sono sentito lo stesso in dovere di riprendere in mano “The warning” e “Rage for order”, dopo tanti tanti mesi. No one can hear when you’re screaming in digital. In più ho stracaricato il lettore mp3 di dischi dei Rush – che avevo abbandonato dai tempi dei concerto dell’ultimo autunno – e mi sono reso conto per la milionesima volta che non c’è niente di meglio dei pezzi di “Moving pictures” per fare air drumming mentre si corre in mezzo ai boschi, tra cartacce e cartucce. Ribadiamo: i primi quattro brani (“Tom Sawyer”, “Red Barchetta”, “YYZ” e “Limelight”) sono sublimi ed inarrivabili. Più l’ascolto, più “Red barchetta” è il Pezzo Rock dei due millenni, senza discussione alcuna. La chiusura del lavoro viene riservata ad un momento suggestivo ed atipico, “Vital signs”, che altro non è che una sorta di space-reggae dal testo tecnico e scientifico, che altro non è che una metafora per le relazioni umani, che altro non sono che… uova? The impulse is pure/Sometimes our circuits get shorted/By external interference/Signals get crossed/And the balance distorted/By internal incoherence.

A proposito di batteria, in macchina ho ripreso ad ascoltare i Fates Warning. Anche loro li avevo abbandonati da un bel po’: chiamavano, chiamavano, ma io non rispondevo. Sentire Mark Zonder è una di quelle poche cose che ti rimette al mondo, quasi come un goal al volo di Trezeguet contro l’Inter: su “Disconnected” (la cui copertina attualizza un famoso quadro di Magritte) e “A pleasant shade of gray“, i lavori dei Fates Warning che ho fatto girare di recente in auto, c’è tutto ciò che vorresti sentire da un batterista. Tecnica, ma che si inchina di fronte alla canzone, pulizia dei suoni, manipolazione creativa degli stessi, inventiva, gusto e classe (classe=tecnica+pulizia+creatività+gusto). Quando Zonder si intromette zitto zitto in “Something for nothing”, i suoi tocchi arrivano da uno spazio – ancora – distante e sconosciuto, filtrati da gigastiliardi di granelli di polvere cosmica, e tu, povero derelitto e misero essere umanoide, non puoi che accostare, fermare l’auto e metterti a piangere di fronte al mistero dell’universo e tutto quanto. Ed è solo una delle sue tante strabilianti (non trovo un termine migliore) performance di questo dio, un dio che finalmente esiste e firma autografi, della batteria. Straordinario per l’air drumming in auto: attività sicura e salutare, tra l’altro, consigliata dalle migliori imprese di pompe funebri.
It’s all the same if nothing changes, changeees.

Annunci

3 pensieri su “AsColti As Possible.

  1. L’ho fatto per suscitare la tua ira. :)In realtà CUl struttin’ l’ho sentito davvero tanto tanto ma è una di quelle cose di cui posso dire solo “mi piace!” e poco altro, essendo così ignorante in materia.Ah, in libreria ho trovato il libro sul jazz che m’avevi consigliato: ma mi son accorto che è un bel mattone e, per il momento, non me la sono sentita d’affrontarlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...