Italianità, bla bla bla

Premessa: tifo Italia (si parla di calcio) perché è la mia seconda squadra, come si dice, “del cuore” (quelle squadre che ti scegli da bambino e che ti porti dietro irrazionalmente più o meno per sempre), non perché m’interessi particolarmente l’Inno, con quel suo testo ridicolo e anacronistico, (“siam pronti al morte, l’Italia chiamò!”: certo, come no, siam qui tutti frementi), il mio essere italiano o fesserie del genere. Non ho tutto quest’odio verso i francesi, i turchi, i marocchini, i tedeschi bla bla bla. Dello scontro tra le nazioni, sinceramente, me ne sbatto. Più che altro, mi interessa l’aspetto tecnico, chi e come gioca, quando e perché. Se poi le vittorie portano all’isteria di massa, alla Firenze tutta cretini e bottiglie rotte e vetri sulle strade di un paio d’anni fa, ti può capitare di pensare che alla fine non ne valga neanche la pena. Il dubbio ti assale, accidenti a lui. Quando vedi Galeazzi in tv che si fa portare un paio di polli allo spiedo per sbeffeggiare i francesi (i “galletti”) appena sconfitti, la vittoria perde un po’ di gusto. Diviene grottesca. Quando senti due telecronisti della televisione di stato (Nesti e Dossena, ieri immortalati da Blob) commentare Olanda – Romania in quel modo indegno, sospettoso e antisportivo, a volte succede che, sì, per pochi brevi attimi vorresti aver perso ed essere uscito dalla competizione, solo per goderti la delusione sul volto di questi italianotti. L’Italietta, eccola, la nazione in cui i genitori dei bambini delle scuole calcio vorrebbero che gli istruttori insegnassero ai pargoli le malizie (dicesi “malizie” tutti quei comportamenti antisportivi che, sempre, i bambini avversari hanno imparato e i propri, sempre ingenui e piccoli piccoli e bravi bravi, non adottano mai). Già. Ragazzi: quando giocate, tenete per la maglia, buttatevi quando vi toccano, perdete tempo quando vincete, spingete anche voi, fate qualche fallo anche voi, reagite se vi tirano un pestone. Fate i furbi il più possibile, e non fatevi beccare. Già già.

Tornando alla Nazionale, tanto per chiudere il discorso, dopo  aver assistito ai comportamenti suddetti a volte ti viene da pensare che le vittorie non possano legittimare lidiozia. Non esiste. Vincere non può significare dare al fesso di turno il suo quarto d’ora di celebrità, o l’occasione di esibire tutta la sua bassezza o il suo essere becero. Se vincere nello sport è solo questo, allora lo sport è uno schifo ecumenico.

Poi ti passa, naturalmente. Alla fine ti passa. Perché non hai voglia di fare l’alternativo di turno, il dispettoso, il Contrario Bastian, e io quest’anno tifo Romania, e io quest’anno tifo Olanda, e io quest’anno tifo Bangladesh, e ma con tutti i soldi che prendono, e ma anche gli sponsor, e che dire degli sponsor, dio mio gli sponsor, e di qua e di là, e di su e di giù. Ti passa, sì. Ma certe volte, oddio, il Miglio Verde è così lungo (?).

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4 pensieri su “Italianità, bla bla bla

  1. Intervento bellissimo! Complimenti!Fa piacere vedere che c’è ancora qualcuno normale!!!Sono capitato qui casualmente mentre cercavo la puntata di blob in cui hanno inserito la telecronaca vergognosa di Olanda-Romania.Purtroppo non l’ho trovata.

  2. Ecco, l’ho trovato: http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Blob%5E8%5E12361,00.htmlDopo una prima parte su Loredana Bertè, inizia la parte intitolata “LaBandaDegliOnesti” con tutte le scene di Olanda-Romania e gli esileranti (per non dire altro) commenti dei telecronisti.

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