Viva viva viva l’Unione Sovietica, ma perché non sono nato là? (semi-cit.)

Riflessione strabreve, pigra e frettolosa. Qualche giorno fa i quotidiani italiani mostravano una foto, tratta da un talk show russo, nella quale l’immagine di un giornalista critico verso l’operato del governo Putin era stata cancellata (male) a colpi di Photoshop o roba simile. Son cose che Putin, tra una gita in Sardegna e l’altra, è solito fare: in tal senso è degno erede della leggendaria propaganda sovietica, come ci insegnano i libri di storia ma, forse ancora meglio, quelli di Orwell (i soliti “1984” e “La fattoria degli animali“).Cè un altro paese in cui alcuni media, molti media, piegano la realtà ai voleri del potente di turno. In più modi, dai più evidenti ai più subdoli.

Due esempi tratti dai mezzi dinformazione di questo buffo paese:

1) Un telegiornale, di quelli che vanno in onda alle 12.30 sul canale il cui nome si urla come uno slogan, qualche giorno fa annunciava l’intenzione del Governo  di questo buffo paese di aprire un certo numero di termovalorizzatori* qua e là. Dopo la notizia, lo stesso telegiornale piazzava un bel servizio che mostrava un gruppo di teneri bambini delle elementari in gita dentro un termovalorizzatore. Effettuata l’interessante visita, i pargoli venivano intervistati dall’autore del servizio. “Cosa ti è piaciuto?”. “La gru che prende la spazzatura!”. “La ruspa che sposta l’immondizia!”. “I topolini che si aggirano tra la sporcizia!”. “I sacchetti con i rifiuti tutti colorati!”. Meraviglioso, non c’è che dire.
(ci ho trovato un non so che del ventennio. ah, che nostalgia.)

2) Un altro telegiornale, sul canale a cui si arriva aggiungendo quattro al precedente, giusto ieri mostrava un comizio del Presidente del Consiglio di questo buffo paese e, lavorando di cut & paste con montaggio video e audio, trasformava in applausi i molti sonori fischi che lo stesso PDC aveva ricevuto in cambio delle sue deliranti opinioni sulla magistratura e sull’universo tutto, che non gli permette mai di lavorare come si deve.
(questa è proprio staliniana, invece)

Dove finisca la deontologia professionale e dove inizi la pressione diretta di un potere neanche tanto occulto, nessuno lo sa. Di sicuro c’è un bel giro dietro.

(* non so se i termovalorizzatori siano una soluzione giusta, sana, inevitabile o evitabile, non so se siano il modo migliore per smaltire i rifiuti. Non conosco bene il problema. Non ho un’opinione ben precisa. Ma in questo caso la questione  mi è indifferente: mi interessa di più il rinforzo emozionale che viene abilmente dato alla notizia.)

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2 pensieri su “Viva viva viva l’Unione Sovietica, ma perché non sono nato là? (semi-cit.)

  1. Viva la gloriosa UNIONE SOVIETICA e per sempre nei nostri cuori, un giorno non temete COMPAGNI, ci desteremo da questo lungo sonno e sconfiggeremo una volta per tutte quei Capitalisti, ancora un attimo compagni e VINCEREMO!!!

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