Viaggio tra i libri di viaggio, quando ne ho voglia

Quando sei in casa tua e non riesci a trovare un angolo fresco dove poterti mettere a leggere una mezz’oretta in santa pace, senza sudare o bestemmiare o scorticarti la pelle a forza di grattare, di colpo ti ricordi che nel mondo c’è qualcosa di profondamente sbagliato e che non c’entra niente con le ingiustizie sociali, le balene uccise o le ridicole leggi antitrust italiane. L’estate è, tutto sommato, una gran bella fregatura. A casa non si vive, la sera si suda, la notte non si dorme. Aria condizionata? L’aria condizionata la odio, è la fonte di ogni male possibile: raffreddore, mal di gola, sudore freddo, cefalea, cancro, aids, ipocrisia, Saddam Hussein. E fa fermare accidentalmente le auto giapponesi nel bel mezzo della Francia, nei paesini più sperduti che hanno alberghi tipo l’Overlook Hotel.Con un ventilatore ben piazzato, però, in casa un po’ si può rimediare. Ho ripreso in mano l’africano “The masked rider” di Neil Peart, lavoro che porto avanti con una certa fatica (è in lingua originale, e ciò mi impigrisce), leggendolo più che altro nelle pause tra un libro e laltro ma che, va detto, regala anche diverse soddisfazioni. E aiuta a dare a certe canzoni dei Rush (una su tutte, “The larger bowl“) un significato diverso. E un libro che parla di caldo, caldo torrido e insopportabile, ed è perfetto per il momento. Non potrei chiedere di meglio. E parla di viaggi, inoltre. Più s’avvicina agosto, più cerco gente che mi parla di levare le tende. E consequenziale. E se levo le tende, cerco di portarmi dietro questa gente che leva le tende. Ho anticipato un bel viaggio in Spagna leggendomi il leggero e divertente “Quattro amici” di Trueba, qualche anno fa. Mi è venuta voglia di fare uno anomalo giro per l’Europa by plane dopo aver letto lo stupendo “Conoscerete la nostra velocità” di Eggers (libro che ha qualche punto in comune con quello di Peart, ora che ci penso). E, durante quel viaggio, ho letto “Un indovino mi disse” di Terzani, altro libro che parla di esperienze di viaggio, in cui l’autore viaggia e legge di libri che parlano di viaggiare, e così via. Suggestions, la parola inglese dice tutto da sé.

C’è l’idea di fare una capatina sul Baltico, quest’estate. Ultimamente mi aggiro nelle librerie alla ricerca di tizi che abbiano scritto qualcosa su quei luoghi, quelle città, Riga, Tallin, Helsinki, San Pietroburgo. Mi do un’altra settimana, altrimenti mi butto su “Buonanotte Signor Lenin” di Terzani. Che non è proprio la stessa cosa, anzi, ma sempre meglio di niente o di Gibran.

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8 pensieri su “Viaggio tra i libri di viaggio, quando ne ho voglia

  1. In realtà più che a qualche info turistica pensavo a qualche consiglio librario.Per restringere il campo, ti posso dire che ci fermeremo nel nord: Ulster & Donegal. E al primo ci sono letterariamente molto legato (Ian MacDonald e RObert McLiam Wilson soprattutto), per non parlare della musica, su cui forse è meglio stendere un velo, che qui son tra metal-jazzisti, e non so se siete in grado di apprezzare robe come Stiff Little Fingers o That Petrol Emotion? :-).(eppoi c’è il fatto che quella è una terra divisa, in po’ come quella da dove arrivo io?)Ma magari ci faccio su un post nei prossimi giorni?

  2. Ah. Di letteratura irlandese, pure, so poco o nulla (a parte i classicissimi). QUalche anno fa ho letto un’antologia di racconti (di cui ora mi sfugge il nome) ma non m’è rimasto granché, a dirla tutta.

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