Festival della creatività a Firenze.

Io l’ho spesso odiato, sia detto. E la classica occasione (come succede spesso anche alla Stazione Leopolda) in cui, se fai attenzione ai discorsi della gente, senti cose come “in luoghi come questo confluiscono tutte le energie” o “pensa a Samuel Beckett: sai, io ne ammiro la tecnica, ma non mi colpisce mai a livello viscerale” o, ancora, tremendo, “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Spesso, molto spesso, eventi come questi sono riunioni di venditori di fumo. Ogni tanto c’è anche qualcuno, più di uno, che ha davvero qualcosa di bello e interessante e notevole da dire, ma la tendenza generale è quella dell’iperstrutturazione del nulla. Passiamo oltre.Il festival, come sempre, si svolge alla Fortezza da Basso. Inizia domani, finisce domenica. Ho dato uno sguardo al programma, e devo dire che ci potrebbero essere anche cose interessanti. Parlo di spazi come questo (“un percorso multimediale dedicato ai grandi visionari della storia, da ISAAC ASIMOV a PHILIP K. DICK, da GEORGE ORWELL a JULES VERNE”) o di eventi come questi, tra cui spicca (per me): “Spettacolo serale La filosofia del Dr. House. La medicina tra logica, epistemologia ed etica”. Il libro sul tema non m’era piaciuto molto, ma, insomma, hai visto mai.

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