Just a speck in the spectrum (post succinto – questa era l’idea originaria – e variegato)

Bene bene bene. Ne succedono di cose, eh?

a) Essendo stra-aggiornatissimo e puntuale, sempre al passo con i tempi, in questi giorni mi son visto l’ultimo Indiana Jones e, udite udite, il recentissimo “4 matrimoni e un funerale“, che è solo del 1994 (anche se ha troppo l’aria di un film anni 80). Il primo è, e quanto mi dispiace dirlo, una pacchianata suprema costruita su un soggetto che è la sintesi delle peggiori nefandezze alla “Voyager”. Un collage riuscito male di esplosioni atomiche, aree 51, teschi di cristallo, alieni, misteri di piramidi (perché, perché popolazioni diverse hanno fatto piramidi simili, perché?), crop circles e non so cos’altro. Si aggiungano scene d’azione così esagerate e lunghe da risultare irritanti e, perchè no, noiose. Deludente è dir poco. Il secondo è invece carinissimo, divertente, leggero, disimpegnato. Ma ho un debole per certe commedie inglesi, l’ho sempre ammesso. Quindi il mio giudizio fa poco testo.

b)  Sempre con fragoroso ritardo, mi piacerebbe ricordare una mia banalissima teoria. Siccome quando vado all’estero non mi piace essere inquadrato all’interno del tipico stereotipo dell’italiano e, ancor di più, non mi piace essere associato necessariamente alle dichiarazioni o ai comportamenti o alle decisioni di chi ci governa, chiunque esso sia, ho sempre trovato ridicola e superficiale l’equazione singolo=nazione. Per questo trovo sbagliato avercela con tutti i francesi perché, che so, Zidane (peraltro, un campione che ha perso il controllo dei nervi) ha dato una testata a Materazzi (un imbecille evergreen), o perché in vacanza in Corsica abbiamo conosciuto quel tipo scorbutico che non ci ha prestato l’accendino. I francesi non sono tutti così, anche se sarebbe molto più comodo che lo fossero, per la nostra comprensione delle logiche del mondo. Ancora, ed eccoci al punto: se Israele, a torto o a ragione, attacca Gaza, non ha assolutamente senso suggerire di non acquistare nulla nei negozi italiani gestiti da ebrei. E stupido perché segue la logica fallace suddetta: la tal nazione fa qualcosa di sbagliato? Ogni suo singolo fa qualcosa di sbagliato. Un singolo fa qualcosa di sbagliato? Tutta la nazione sbaglia assieme a lui. Il che sarebbe un modo di ragionare assai elaborato, per carità, per il cervello di un ortottero.

c) Sempre a proposito di ebrei, antisemitismo e roba varia, è di oggi l’affermazione di tal Don Abrahamowicz (che nome da ebreo nazistizzato), vescovo lefebvriano, sulla presunta non esistenza delle camere a gas. Senza entrare nel merito della questione, ché tanto dell’idiota glielo danno già in molti, a me affascina terribilmente questa cosa dei vari scismi, movimenti, sette della religione cristiana. Perché uno se lo chiede, prima o poi, che diavolo sia un lefebvriano. E no, non è né un mostro mitologico né una razza aliena di Star Trek. No: è un cristiano (credo) che ritiene che il dialogo tra le religioni sia un qualcosa di nocivo, da evitare perché porterebbe al letale relativismo. Il punto interessante su cui vorrei soffermarmi è che attaccandosi a delle sciocchezze incredibili o a delle sfumature di interpretazione ogni buon cristiano può creare il suo orticello di fede e – contemporaneamente – pretendere di essere legittimato dallo stesso Dio degli altri. Mi immagino il credente modello, il credente ideale, il credente Alfa. Riguardo a quanto c’è scritto nella Bibbia, lui crede che la questione X abbia valore 1, che Y sia 1, che Z sia 1, che Q sia 1 e così via. I valori dati ad X, Y, Z, Q… sono le interpretazioni che Alfa dà ai diversi fondamentali passi biblici. Ad un certo punto arriva Beta, che litiga con Alfa su una questione assolutamente e sicuramente e indiscutibilmente decisiva (“Per me Gesù è figlio di Dio!”, dice Alfa. “Per me Gesù è sia Figlio di Dio che Dio stesso, nello stesso tempo!”, replica Beta). E discutono, discutono, discutono, tra una birra e l’altra. Alla fine del lungo e stancante dibattito si rende ufficiale che Beta crede che X (cos’è Gesù?) sia 2, che Y sia 1, che Z sia 1, che Q sia uno etc etc. Le sue idee non sono conformi a quelle del credente ideale Alfa, quindi fa lo scisma e crea la Religione Cristiana 2.0, la quale ha un’opinione tutta sua sull‘essenza di Gesù. Un giorno Beta si trova al bar a prendere un caffè e incontra Gamma. Vai, altro casino. I due si mettono a discutere, chi l’avrebbe mai detto, e viene fuori che Beta ritiene che Maria fosse vergine (variabile Y), mentre Gamma comincia ad avere qualche legittimo dubbio. Gamma, incazzato nero, esce dal bar e fonda la sua Religione Cristiana 3.0, la quale postula che X sia 2 (come Beta, anche Gamma ritiene che Gesù fosse sia figlio che Dio stesso), che Y sia 2 (perché Maria non poteva essere vergine), che Z sia 1, che Q sia 1 e così via (si noti che Religione 1.0, Religione 2.0 e Religione 3.0 mirano tutte al medesimo Dio, quello Cristiano). Ora, siccome i dogmi delle religione cristiana sono molteplici (si pensi alla trinità – è uno e trino! -, alla verginità di Maria, alla sostanza dello Spirito Santo, a cosa rappresentasse Gesù, ai miracoli, alla Resurrezione, ai comandamenti, alla transustanziazione etc etc) mi viene a mente che con tutte queste variabili si può avere un numero elevatissimo di combinazioni. Ergo, se qualcuno un giorno avesse voglia di fare un bello scisma con l’intenzione di crearsi il proprio movimento religioso personale, ma sempre entro i limiti della Cristianità, non avrebbe che l’imbarazzo della scelta. Può manipolare le variabili a suo piacimento (aggiungo un po’ di verginità lì, tolgo un po’ di santità a quello là, cancello i poteri divinatori di caio, aumento l’onnipotenza di sempronio, e via così, e via così). Se ci si pensa bene, vista l’impossibilità di applicare al mondo moderno la totalità di criteri e dogmi diffusi migliaia di anni fa, molti credenti già si stanno buttando su quella strada: non trovi due cristiani che la pensino allo stesso modo sulle questioni fondamentali. In poche parole, è tutto un silenzioso scisma. Ancora qualche centinaio di anni, e finalmente si raggiungerà l’a-tomo. Oh, e allora sì che Papa e Lefebvriani la meneranno col relativismo!

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