Juno, una stupida strumentalizzazione

Juno” è un film di Jason Reitman, già autore del carino “Thank you for smoking“. La storia è quella di una ragazzina sedicenne che, rimasta incinta, in un primo momento sceglie di abortire ma poi, all’improvviso, cambia idea e decide di far nascere il bambino per poi darlo in adozione. E una commedia riuscita ma non travolgente, con qualche battuta indovinata e diversi personaggi brillanti, non ultimi i due genitori (padre e matrigna, per la precisione) di lei, Juno, l’adolescente tutta pepe, rock e parolacce che vede crescere la propria pancia giorno dopo giorno.

Ora, mi sembra assurdo voler cercare nel film, come fece Giuliano Ferrara (il quale adottò la pellicola per la sua campagna “pro-life“), una netta posizione anti-abortista o un perentorio messaggio “a favore della vita“. Significherebbe piegarlo troppo verso le proprie convinzioni, modellarlo eccessivamente a proprio uso e consumo. Io, che sono tendenzialmente a favore dell’aborto (soprattutto così come è saggiamente regolamentato – fino ad oggi – in Italia), non ho trovato nel film un messaggio antitetico alle mie idee. Anzi: son sempre stato convinto che tocchi principalmente alla donna – con tutte le dovute precauzioni e con tutte le necessarie riflessioni – decidere il da farsi, ed il film in tal senso mi conforta appieno. Non posso che apprezzare chi decide di portare avanti una gravidanza, ci mancherebbe, ma riesco anche comprendere che, in alcuni casi, non sia per niente facile. O sia impossibile. Ma forse i ferrarofili immaginano che coloro i quali condividono il mio pensiero debbano obbligatoriamente rimanere indignati di fronte a un fatto così assurdo e anormale: una madre che, pazzesco, decide di portare avanti una gravidanza. Son cose che non si fanno! Orrore! Sacrilegio! Disordine! Saette! Voglio un mondo in cui tutti abortiscono, dio bono, anche i maschi!

“Juno” con tanta leggerezza ricorda fondamentalmente che è giusto scegliere e che ci sono ambiti – situati ad entrambi gli estremi dell’esistenza, laddove la vita non c’è ancora o non c’è più, ma anche relativi ai gusti sessuali – in cui è meglio che Stato e religioni si intromettano il meno possibile e che le decisioni, spesso complicatissime, vengano prese dai singoli coinvolti. Ferrara, Gasparri, Bagnasco: prendete e portate a casa.

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5 pensieri su “Juno, una stupida strumentalizzazione

  1. …mah… a prescindere dalle strumentalizzazioni politiche, che ormai sono veramente su tutto (da entrambe le parti, però), ho sentito parlar bene di questo film… spero di poterlo vedere presto.

  2. il film è carino ma non fenomenale, io l’ho conosciuto più che altro perchè Ferrara l’aveva usato come simbolo della sua campagna, del tipo “guardate Juno e pentitevi!”, travisando il senso del film e l’opinione di chi non è d’accordo con lui

  3. Perfettamente d’accordo su tutto. Anche ce il film è carino ma non così emozionante-coinvolgente come magari ti aspetteresti da un tema del genere. La ragazzina però è molto brava. Ciao.C.

  4. Ero totalmente all’oscuro della campagna ferraresca di strumentalizzazione di questo film.L’ho visto l’anno scorso, l’ho rivisto di recente: una commedia agrodolce che si sviluppa bene e offre spunti di riflessione senza coinvolgere eccessivamente.. e per questo credo sia pienamente riuscito: trattandosi di un tema comunque delicato – e che in molte famiglie volge in tragedia quando le tocca – credo sia corretto offrirne una visione più lieve.

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