Altro giro al Mondo Nuovo

“To make this mundane world sublime, take half a gram of phanerothyme”.
Aldous Huxley
Tutto converge, da qualche parte. Ce lo insegnano fin dalla più tenera età, perciò è vero. Converge in cielo, in terra e negli uomini di buona volontà. Nowy Swiat, la via più fashion e luccicante di Varsavia, che ho attraversato (anche) l’ultimo agosto sotto una pioggia riodelleamazzoniale, straziante, bellica. Il Nuovo Mondo, che gran bel nome per la strada più importante di quella città che fu del tutto distrutta dai bombardamenti hitleroidi e, in seguito, riportata alla vita come per miracolo, che sembra un po’ un angolo di fiaba tant’è perfetta e laccata. Nazismo, comunismo (revolution), alé. Si torna sempre lì. Già Huxley ci girava vagamente attorno col suo Il mondo nuovo, scritto nel 32, omaggiato dai Motorpsycho più morbidi in uno dei loro dischi che più apprezzo, disco peraltro ispirato alla musica anni 60 e ai Doorsil cui nome deriva da The doors of perception dello stesso Huxley. E tutto un circolo. Comunista. Il comunismo e la sua fine, la caduta del Muro. Eccoci, ancora. Berlino, et voilà, Berlino, punto di inizio e di fine. Quel concerto che andrò a vedere là, i Queensryche, i Queensryche (revolution) che parlano di guerra e morti e bombardamenti nella città del Muro e del comunismo che muore e del nuovo inizio e dei Ragazzi dello Zoo  di lì che, come Huxley, si drogavano pesantamente. Ma in un altro modo. Comincio a capire, inizio a realizzare. Le coincidenze sono troppe. Varsavia, ancora lei, la statua di Copernico (revolution) piazzata verso la fine di Nowy Swiat, con l’astronomo polacco a reggere in mano un rudimentale modello di un nuovo universo. Pazzesco. I vari pezzi cominciano a trovare una propria collocazione nel puzzle, alla fine. E  tutto sempre più evidente, più si va avanti con l’analisi e più si rende manifesto, panoramico. C’è una logica, una dannata logica che soggiace a tutto questo dettagliume. E tutto così maledettamente interconnesso, voglio dire, tutto interpolato, intermittente, interattivo, intermilan. Ogni elemento converge, dio mio, in modo fatale, ineluttabile, ineludibile. Ogni possibile via conduce qui, lì, sotto al Muro, come avevano predetto i Maya (che, guarda caso, erano gli abitanti di un Nuovo Mondo): Berlino, 17 giugno, 2009, Huxleys Neue Welt (“Il mondo nuovo di Huxley”). Catapultati nel bel mezzo delle tre suite dedicate a Rage for order, Empire e American Soldier, quella sera tutti sapremo, tutti comprenderemo, tutti conosceremo, tutti capiremo (sì, leghisti compresi). I can hear the chimes/ Ringing for you for me/ I can see your eyes/ Your hands joining with me/ I can feel its time/ Its time for the world to hear/ Neue Regel is here.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...