Past and future secrets

Ogni tanto si ripresenta, il Progetto Riletture. Lo fa in tempi e modi imprevedibili. Eppure arriva, se ne può esser certi, e per alcuni giorni se ne sta lì a suggerire che forse potrebbe essere proficuo voltarsi addietro e affrontare di nuovo la lettura di qualcosa che abbiamo già sfogliato nell’anteguerra –  sebbene l’universo, per non parlare del nostro più modesto e terreno comodino, sia pieno di libri da conoscere che non conosceremo mai.Riprendere in mano tale vecchia storia una volta tanto apprezzata potrebbe rivelarsi tutto sommato una bella esperienza, anche oggigiorno. Perché no? Dare una rilettura veloce al Secolo Breve potrebbe alleviare – almeno per un po’ – l’ansia che la consapevolezza di ignorare gran parte dei fatti storici ci crea di continuo. Riaffrontare, anni dopo, un classico della letteratura potrebbe significare osservarlo da un altro punto di vista. E ancora, e ancora. Sono queste carte che il Progetto Riletture getta sul tavolo.  Ha i suoi buoni argomenti, non c’è che dire. Arriva e ci tenta rievocando il piacere del passato (It & The River in cuffia, per esempio). Arriva e ci ricorda che la mente apprende e la mente dimentica. La coperta è sempre troppo corta, che diamine.In questi giorni son stato lì lì per ributtarmi nell’impresa de Il signore degli anelli. Sarebbe stata la terza volta, a distanza di dieci anni dalla seconda. Per adesso ho rinunciato, ma non è detto che non ceda da un momento all’altro.

L’idea di riprendere in mano il capolavoro di Tolkien m’è venuta dopo aver rispolverato i due/tre dischi dei Blind Guardian che più mi piacciono, Imaginations from the Other Side, Nightfall in Middle Earth e The Forgotten Tales. Era parecchio che non dedicavo loro tutte queste attenzioni. Come dicevo qualche giorno fa, l’estate è ottima per pensare alla musica.

I Blind Guardian sono, per chi non li conoscesse, un gruppo heavy metal tedesco la cui musica e i cui testi si ispirano in maniera esplicita alla letteratura fantasy, da Tolkien a King, passando per Moorcock, Ende e chissà quanti altri. Letteratura fantasy, e non epica di stampo greco: mi son sempre chiesto come si potesse evocare con tale precisione, già a livello di pura musica, un mondo di fate, gnomi e hobbit.  Dove si trovano i melo-archetipi della fantasità? Probabilmente le unità di senso (armonie, accordi, melodie e altra roba per musicologi) utili a ricreare questo tipo di suggestioni sono 1) in parte prese in prestito da vecchi gruppi con le stesse ambizioni (Uriah Heep, Led Zeppelin acustici), 2) in parte ispirate a folk, canti, poesie nordiche 3) in parte derivate da un certo tipo di musica classica che non piace a Woody Allen (pur non essendo un esperto, penso a Wagner e affini). In buona parte, ancora, testi e titoli emanano imprescindibili sensazioni che crediamo, illusi, di filtrar via senza troppi problemi. Invece, son dettagli che influenzano la nostra interpretazione.

Tornando ai dischi sopra citati, ribadisco che li considero i migliori dei Blind Guardian.

Se il gruppo tedesco ha dato un piccolo, umile contributo all’immensa storia della musica,  il suo granello-goccia nel mare-deserto, secondo me lo ha fatto con Imaginations from the Other Side e Nightfall in Middle Earth. Questi due lavori fanno dimenticare la lezione giocosa degli Helloween – band cui i Blind Guardian si sono ispirati nei loro primissimi lavori – e propongono un suono rinnovato, complesso fino all’impensabile, sfaccettato, raffinato e forse anche più adulto. Due lavori sontuosi, curati in maniera maniacale, in cui lo sferragliare delle chitarre elettriche trova spesso riposo in evocativi passaggi acustici, per canzoni la cui struttura non è mai lineare o noiosa. Non voglio stare qui a citare i singoli pezzi, ma roba come Mordreds song, Im alive e Nightfall, per dire, è di una classe limpidissima.

I due album sono caratterizzati da cori esageramente possenti e stratificati – da osteria, qualcuno accusa – che ho sempre trovato suggestivi e appropriati. Visto che i momenti più incantevoli dei lavori del Signore degli anelli son quelli in cui i personaggi si chiudono dentro le locande a bere birra, fumare erba-pipa e raccontarsi storie su storie, ho sempre trovato questi cori come una specie di (involontario?) omaggio a quelle atmosfere, ravvivate da balli e canzoni improvvisate. Perciò li apprezzo: con i Blind Guardian è come se ci trovassimo là dentro, in mezzo a una popolazione multirazza che canta,  beve l’inarrivabile birra di Tolkien e ascolta racconti di principesse, eroi e stregoni barbuti.

The Forgotten Tales, disco di cover e pezzi riarrangiati, mostra invece l’altro lato del gruppo, quello più scanzonato e divertente, come testimonia la nota cover di Surfing USA (passata praticamente ogni sera al Cencios di Prato, anni fa). Altro gioiello è Lord of the Rings, instantanea tolkeniana in veste sinfonica.

Chiudo rimandando a questo capolavoro acustico, tra Re Artù e Mago Merlino, che fa lo sporco gioco del Progetto Riletture.

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4 pensieri su “Past and future secrets

  1. mi hai fatto venire voglia di rispolverarli. tempo fa ne ero drogato.invece, il librone del signore degli anelli, anche se alla prima lettura mi era piaciuto, non ho mai capito cosa ci trovassero tutti i megafan che lo adoravano ed arrivavano a rileggerlo svariate volte in pochi anni?sarò un eretico io? boh?

  2. Boh? :D E’ che quando Tolkien parla di gallette, ti viene fame… (ci scherzo, ma è vero)Di indigestibile, nella sua bibliografia, c’è il Silmarillion (sorta di Antico Testamento della Terra di Mezzo), che mi pare di aver interrotto a metà.

  3. infatti me ne sono tenuto alla larga. :-)se non ho capito male, dovrebbe essere un collage di storie, composto ed integrato ad altre storielle del figlio, dopo la morte del babbo.per me, un buon motivo per essere sospettoso :-D

  4. “Indigestibile”, ahahaaha. dDev’essere il caldo. Spero.Eppure scopro che: http://vocabolario.biblio.signum.sns.it/cgi-bin/Vocabolario/search_context?rimando=1&pattern=INDIGESTIBILE.&tag_n=ENTRY&attr_n=ID&attr_v=R109Esito della ricerca nel lemmarioIl lemma compare un’ unica volta nel Vocabolario. INDIGESTIBILE. Non digestibile. – Cr. 9. 66. 3. La loro carne si giudica essere troppo maninconica, e indigestibile.Ah, quando si dice la currtura.

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