Bastardi senza gloria: la leggenda dell’Orso Ebreo e altre sordide storie

Non siamo sui livelli del doppio capolavoro Kill Bill, ma Inglorious Basterds, la nuova pellicola di Tarantino ispirata a un film italiano del 1978, di certo non ti fa venir voglia di richiedere indietro i soldi del biglietto. Ambientato nella Francia occupata della seconda guerra mondiale, il film narra l’evoluzione di un doppio piano volto all’uccisione dei leader nazisti. Lo fa, è ovvio, col consueto (forse troppo consueto, ormai) alternarsi di (auto)citazioni, ironia, grottesco e insensato splatter cui Tarantino ci ha abituato fin da esordi. Lo fa costruendo dialoghi (talvolta troppo elaborati) che sono crescendo di tensione dileguati d’improvviso da un dettaglio fuori posto, una pipa mastodontica e improbabile, un fastidioso e insistito masticare, una pistola puntata sui testicoli. Lo fa giocando con le aspettative dello spettatore, deludendole con puntuale sadismo. Gli ebrei e i loro alleati sono arrabbiati, molto arrabbiati, come e più di Beatrix Kiddo. Uccidono senza pietà. I nazisti sono, invece, ridicolizzati su tutta la linea, come in un libro di Norman Spinrad: l’idea della sceneggiatura del film che, nel film, delizia Hitler e compagni si può tranquillamente definire straordinaria. Degna del miglior Matt Groening. 

L’esagerazione fa ridere. Tanto come il prendersi troppo sul serio. Caricare di esagerata solennità, magari tramite una colonna sonora morriconiana, un scena che in realtà non è per niente solenne, fa ridere. Ed è l’esagerazione (si guardi la scena finale girata dentro il cinema francese, ovvero come il mondo ottiene la propria vendetta), un parossismo che contagia esplosioni, uccisioni ma anche impensati voltafaccia e cambiamenti d’umore, il vero motivo trainante anche di quest’ultima fatica tarantiniana. Che non è perfetta (vedi i due “troppo” nelle parentetiche del paragrafo precedente) e non è neanche innovativa ma che, per lunghi tratti, diverte parecchio, girata con la solita maestria da un tipo che pare aver ben metabolizzato gran parte della storia del cinema (si guardi, qui, il dialogo iniziale con la telecamera che passa dai volti tesi dei dialoganti al mistero del sottosuolo). Per poi avere il piacere, naturalmente, di poter piegare e manipolare questa storia secondo i propri sporchi fini e voleri, citandola a man bassa e deridendola senza alcun riguardo.

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7 pensieri su “Bastardi senza gloria: la leggenda dell’Orso Ebreo e altre sordide storie

  1. Ti farò sapere, che mercoledì (forse) riesco a vederlo.Per me Tarantino è una certezza (a me è piaciuto un sacco anche Deathproof) e non credo rimarrò deluso.

  2. Siamo sicuri che nn sia ai livelli di Kill Bill? O di Pulp Fiction…probabilmente Inglorious Basterds è il suo capolavoro…

  3. Forse Kill Bill sapeva tenere la tensione altissima per tutta la durata del film. Qui c’è qualche pausa di troppo. Gran bel film, comunque. La scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto.

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