Condor dalle ali dorate, (ri)portaci all’Eldorado

Nei fiumi, allora, scorreva una tiepida e cremosa miscela di latte e miele, ottima per il mal di gola, in cui procaci donne nude – ma di sani principi – solevano immergersi e sollazzarsi. Il sole era caldo in estate e meno caldo in inverno. Le prime foglie cadevano già a settembre. Il ghiaccio ghiacciava col freddo. E tutto aveva un suo senso. Allora il cemento era biodegradabile, la gente non parcheggiava neanche in fila singola (figuriamoci in doppia) e le banane non erano mai nere quando le sbucciavi. Era un tempo meraviglioso, da far girar la testa, da cui ci siamo separati non senza difficoltà e dispiaceri e pianti. Ogni cosa era perfetta. Per farsi togliere un dente non ci voleva mezzo stipendio, in questo splendido periodo: ne bastavano quindici trentaduesimi. E dallo studio del fisioterapista ci uscivi solo con la ricevuta in mano. Ovvio. Non c’era traffico nelle città e ai supermercati la fila della cassa accanto era sempre, incredibile a dirsi, assurdamente lenta. I murales (quelli brutti, quelli sui palazzi storici) si autocancellavano come entità consapevoli della propria inadeguatezza. Ai bordi delle strade, niente cartacce. Niente sacchetti della spazzatura dietro agli scogli di Calafuria. Nessuna maledetta discarica abusiva. Nessun dannato povero. Niente barboni, nessun mendicante, zero tipi loschi per le strade. Organizzazioni criminali? Mafia? Terrorismo nero e rosso? Tutti fenomeni sopravvalutati, relativizzati nel tempo. Abusivismo edilizio? Che paroloni per un paio di grattacieli full-optional costruiti sulla battigia! Ladri? Scippatori? Manco a parlarne. Stupratori? Non esisteva neanche il termine: l’hanno dovuto inventare due anni fa. E poi le strade erano più sicure, oh, se lo erano. Le auto frenavano meglio ma, soprattutto, i pedoni erano più scaltri. Ubriachi alla guida? Cazzate. Si guidava con discreta prudenza anche da sbronzi, una volta selezionata la carreggiata giusta. Drogati? No, non esistevano: perché non esistevano gli spacciatori, e non esistevano i trafficanti, e non esisteva la… cosa? In più non c’era il lavoro nero, ricordiamolo. Ciò che oggi ci manda in rovina, allora non ci passava neanche per l’anticamera del cervello. Non c’erano i marchi contraffatti. Per carità, non qui da noi! Naturalmente, tutti pagavano le tasse. Non esistevano truffe, non esistevano elaborati sistemi per fregare leggi e concittadini. No, era tutto fatto alla luce del sole, in un clima di imbarazzante onestà. A volte ci si faceva schifo, da quanto eravamo onesti: non era raro infilare diecimila lire nel portafoglio rinvenuto per strada, prima di restituirlo al legittimo proprietario. La gente era molto più educata, inutile stare a parlarne, e gli adolescenti più rispettosi, devoti e vergini. C’erano valori veri e condivisi. E poi, e poi, e poi, non c’erano omicidi, ma proprio per niente: la gente moriva di dolce vecchiaia o, se proprio gli andava male, inciampando per le scale. O per indigestione di pannocchie arrosto.

Questa era l’Italia di una volta: pacifica, perbene, onesta, solidale, lieta. Un modello per le altre nazioni del globo terracqueo.

Poi, un brutto giorno di circa quindici anni fa, il primo marrocchino clandestino ha posato il suo sgraziato piede nero sul suolo di Lampedusa.



Ed è stato subito l’Inferno, da un giorno all’altro. Subito. E’ stata la corruzione, la degradazione, la morte, la distruzione, il pessimismo, le auto con le quattro frecce accese, l’inquinamento, i costumi deviati, i fiumi di ricotta, la depravazione, il sesso sconsiderato, le tangenti, gli stupri, Emilio Fede e la De Filippi. Di colpo, tutto era uno schifo che più schifo non si può. Di colpo, è oggi.

(in sottofondo, un giovane Homer passa a Barney la sua prima birra)

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