La specialità dello scimmione nudo

Leggere L’occhio nudo mi ha fatto venir voglia di affrontare anche il più noto saggio di Desmond Morris, La scimmia nuda. Il lavoro è stato pubblicato negli anni ’60 e intende descrivere il comportamento dell’uomo (lo scimmione nudo, l’unico senza pelo) come si farebbe per qualsiasi altro tipo di animale, spiegando come sotto alle complicate sovrastrutture culturali l’essere umano tenda ancora a seguire istinti ereditati da periodi ancestrali per tutta una serie di questioni, dal sesso all’alimentazione, dalla competizione all’allevamento dei figli. Il lavoro destò diverse polemiche nell’Inghilterra dell’epoca (“l’uomo come un animale? oddio!!!”) e letto al giorno d’oggi risulta ancora molto interessante, pur presentando talvolta punti di vista di una morale sorpassata. Di certo c’è che si legge che è una meraviglia, tanto è scorrevole e comprensibile. Una delle cose che ho trovato più rilevanti del libro di Morris è il suo continuo rifarsi alla neotenia, un’ipotesi sull’evoluzione dell’uomo che ho trovato citata in diversi libri sull’argomento e che m’è subito risultata chiara e affascinante. Essa spiega perché l’Uomo abbia una marcia in più rispetto agli altri animali: ha semplicemente “spalmato” i tratti tipici della fanciullezza animale (curiosità, desiderio d’esplorare, capacità di apprendimento, predisposizione al gioco e alla simulazione) lungo tutta la durata della propria esistenza, guadagnando in intelligenza, adattamento e creatività.

Eccola, la straordinaria differenza dell’uomo, in alcune delle parole di Morris:

Tutte le scimmie giovani sono indagatrici, ma la loro curiosità tende a svanire con l’età. Nel nostro caso invece la curiosità infantile si rafforza e si estende con la maturità. […] Man mano che i bambini crescono, Le loro tendenze all’esplorazione raggiungono proporzioni allarmanti e talvolta si sentono gli adulti che parlano di un “gruppo di ragazzi che si comportano come bestie selvagge”. In realtà avviene proprio il contrario. Se gli adulti si prendessero la pena di studiare in che modo si comportano effettivamente le bestie selvagge adulte, capirebbero che le bestie selvagge sono loro. Sono loro che cercano di limitare l’esplorazione e che si stanno vendendo al conservatorismo sub-umano. Fortunatamente per la nostra specie, vi è sempre un numero sufficiente di adulti che conservano la loro inventiva e la curiosità giovanile, consentendo alla popolazione di progredire e di espandersi. (La scimmia nuda, Desmond Morris, 1967)




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