E la luna bussò

Moon è l’altro film di fantascienza del 2009 che ha calamitato l’attenzione degli appassionati. Per come la vedo io, concordando con Iguana Jo (soprattutto qui: “la vera fantascienza si ritrova in quel genere di cinema in cui storia e suggestioni fantascientifiche sono la ragione d’essere del film, un cinema in cui effetti speciali e meraviglie tecnologiche sono utilizzati per accentuare la credibilità dello sfondo e non quale unico motivo per godersi lo spettacolo, un cinema che non si dimentica di ragionare in termini provocatori sullo stato delle cose. In questo senso gli ultimi film di fantascienza di un certo peso che m’è capitato di vedere al cinema sono davvero pochi. Penso a Eternal Sunshine of the Spotless Mind (aka Se mi lasci ti cancello) o a Gattaca, al limite a Serenity, ma non è che mi vengano in mente molti altri esempi”), si tratta, per l’appunto, di un film di verissima fantascienza. Che, per motivi endemici, non ha potuto far granché al botteghino.

Insomma, in Moon l’aspetto filosofico/provocatorio è nettamente preponderante rispetto a tutto il resto, alle astronavi, ai raggi laser e alle alabarde spaziali. E per questo che m’è piaciuto parecchio. Nello specifico, il tema discusso è quello della (spoiler-spoiler-spoiler-spoiler-spoiler) clonazione, che avevo trovato di recente in Battlestar Galactica. E’ un argomento che, come si può facilmente immaginare, si porta dietro una vagonata di riflessioni e domande che il film non si scorda di affrontare. Etica, psicologia, scienze cognitive, filosofia: niente viene davvero trascurato. Cosa si prova a scoprire di avere un clone? Cosa significa condividere i ricordi con una mente uguale alla mia? In che modo due menti identiche gettate nel mondo e influenzate dall’ambiente tendono a divergere? Chi ha compiuto le azioni passate: io o il mio clone?  Il film funziona proprio perché ti fa speculare sulla questione, coinvolgendoti in primis a livello intellettuale (ma non solo). In più ha il merito di farlo solamente mostrando le reazioni del/dei protagonista/i, senza essere didascalico e senza dilungarsi in estenuanti spiegazioni. Mancano vere e proprie scene d”azione, ma non ci si annoia: cè sempre un posticino riservato allo spettatore,  il quale  ha quindi modo di togliersi le sue piccole soddisfazioni.



Come idea e potenza Moon si avvicina molto al sopra citato e bellissimo Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Come atmosfera, è impossibile non rievocare 2001: Odissea nello Spazio. Film intelligente e, dunque, consigliatissimo.

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4 pensieri su “E la luna bussò

  1. gran bel film. l’ho visto in versione sottotitolata un paio di settimane fa. e lo aspettavo da mesi, cioè da quando, vedendo il trailer, avevo pensato ad una specie di Solaris+Planetes+Dove sono?(il racconto di Dennett).non sono rimsto per niente deluso. potevano affrontare il tema in modo pià approfondito, ma sarebbe diventato un film un tantino più pesante. invece è rimasto agile e dalla breve durata (raramente sopporto i polpettoni da tre ore. almeno, quelli recenti, che sembrano allungati di proposito per giustificare il prezzo del biglietto).bello. :-)

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