Moggi e la selezione naturale

Stamattina sono andato a correre. Non è una novità, e non è neanche così interessante, lo ammetto. Il fatto nuovo è che, poiché è Pasqua e siamo tutti più boh, mi son portato dietro (leggi: nel lettore mp3) il podcast di un monologo che un tizio di Radio Maria, presumo un teologo, ha diffuso qualche mese fa. Il monologo in questione è una critica a L’illusione di Dio di Dawkins, libro interessante e provocatorio (per alcuni, troppo provocatorio) che il biologo evoluzionista inglese ha scritto anni addietro. Non è un libro che va preso come se fosse una nuova Bibbia, ci mancherebbe. E’ solo un libro denso di spunti interessanti.

Bene. La critica nel suo complesso è irritante e in malafede, e forse dovevo aspettarmelo, forse me la sono solo cercata. Non mi riferisco a ovvie divergenze d’opinione come l’assenza/presenza di anima spirituale e immateriale nell’essere umano, ci mancherebbe. Queste son bazzecole. Mi riferisco, nello specifico, a mosse sleali come il mettere in bocca allo scrittore/scienziato pensieri non suoi col fine di distruggerne più facilmente (e scorrettamente) le tesi. Mi riferisco allo scolpire l’opinione altrui con l’obiettivo di trasformarla in uno strumento che ci sia in qualche modo utile.

Durante il monologo Dawkins viene presentato al pubblico come filo-eugenista, come teorico dell’egoismo umano (è il gene che è egoista, sveglia!), come  soggetto pro-razzismo e come autore di una teoria che vedrebbe i cattolici come tolleranti nei confronti dello stupro. Cazzate fantasmagoriche. Falsità incontestabili. Francamente non so se sia malafede, come detto, o semplice incapacità di comprendere un testo scritto. Opto per la prima opzione quando mi trovo di fronte alla domanda che il teologo di Radio Maria pone agli ascoltatori:

Come può Dawkins affermare che tutto si è formato per puro caso?

Dopo aver scritto un libro intero (e altri testi) spiegando più volte che ci potrebbe essere una terza via tra intelligent design e caso, dev’essere avvilente vedersi rivolgere questo tipo di critiche.

Passando oltre, mi vien da pensare che questa storia del (puro) CASO resterà indelebile nelle menti di coloro i quali non avranno voglia di andarsi a controllare le fonti. Sarà considerato un fatto certo. Essi tenderanno a credere che Dawkins voglia sostenere che la vita sia equiparabile ad un tornado che – di colpo – assembla un po’ di ferraglia e realizza casualmente un Boeing 747. Tenderanno a pensare che l’evoluzione sia solo questo: un evento francamente impossibile.

Non c’è cosa più odiosa, credo, di una discussione in cui l’interlocutore ribatte alla tue argomentazioni adducendo come fatti a suo favore costruzioni culturali che non hanno alcun riscontro nella realtà. Eppure (mi) succede spesso. Il mondo è pieno di “verità” che la tradizione culturale o il tam tam mediatico o il passaparola mettono in circolo senza che nessuno si prenda la briga di controllarne l’effettiva veridicità. E non sempre è facile smentirle.

Così per molti Dawkins sarà uno che crede nel “Divino” Caso (ho trovato qui un articolo a… ehm… caso che parla delle più comuni e farsesche interpretazioni dei suoi libri).

Per altri Einstein sarà sempre uno che andava male a scuola.

E per altri ancora, Moggi, l’ex-dirigente della Juventus (magari colpevole di altro), sarà il tipo che una volta, come narra la celebre favola moderna, ha chiuso un arbitro in uno spogliatoio. Anche se l’arbitro stesso ha smentito il fatto, se l’accusa di sequestro di persona è decaduta e se, leggendo l’intercettazione che riguarda il fatto in particolare, si capisce chiaramente che Moggi si sta “solo” vantando con un amico (in maniera di sicuro cialtrona e criticabile, e con esagerazioni da bar come “Ho chiuso l’arbitro nello spogliatoio e mi sono portato le chiavi in aeroporto…ora li apriranno! Butteranno giù la porta…”) di aver trattato male l’arbitro che – secondo Moggi stesso – lo avrebbe penalizzato durante una partita. Purtroppo in pochi avranno voglia di andare a controllare come siano andate davvero le cose, e la folcloristica storia del Moggi sequestratore di arbitri continuerà a diffondersi per malafede e/o pigrizia mentale. Assieme a chissà quante altre comode falsità, in qualsiasi altro ambito. Non prendo mai troppo sul serio gli aforismi, ma qui Mark Twain c’ha davvero preso:

Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”

(conclusione: se stamattina avessi ascoltato la solita roba satanista, questo post non sarebbe stato partorito)

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