Crash into “Crash”

Questo è solo uno stringato e (in)utile post di lode. Un omaggio. Un anno fa ho conosciuto un gruppo e un disco che rappresentano la mia personale grande novità musicale degli ultimi anni. Il disco è Crash della Dave Matthews Band. Ed è bellissimo. E’ un lavoro caliente, da spiaggia e roba alcolica e brezza fresca al tramonto (ho in mente certi momenti di Il vecchio e il mare di Hemingway). E’ tecnicamente strepitoso, grazie soprattutto alla perizia del batterista Carter Beauford, è arrangiato con gusto eccelso, un po’ latino un po’ jazz, è innamorato dell’improvvisazione, è energico e improvvisamente malinconico ed è, come dimenticarlo, tempestato di capolavori irresistibili come la title-track, #41, Two Step, Too Much e così via, e così via. Non riesco a smettere di ascoltarlo, non riesco a smettere di consigliarlo. Una cosa fantastica di cui non si può fare a meno. Tutto qui. E non è poco.

(e se c’è qualcuno in ascolto che già conosce la band: hanno fatto qualcosa di simile?)

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3 pensieri su “Crash into “Crash”

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