L’universo senza Dio di Hawking

In questi giorni sta destando scalpore la notizia dell’uscita del nuovo libro dell’astrofisico Stephen Hawking, The Grand Design (no, stavolta i Rush non c’entrano nulla). Il libro sta suscitando polemiche perché sostiene, per farla breve, che l’Universo si è “fatto da solo”, senza bisogno di alcun Creatore. Non ho letto il libro, ovviamente, ma questa è un’ipotesi certo non nuovissima, che lo stesso Hawking aveva proposto nelle sue opere passate.

M’è capitata in mano la recensione (o meglio, il commento all’uscita del libro) de Il Giornale, nella quale ho trovato questo periodo:

‎”Hawking è costretto su una sedia a rotelle, parla grazie alla tecnologia: ha tutte le spiegazioni della sua malattia, fornitegli dalla scienza. Ma la scienza medica non gli dirà mai perché proprio lui è stato colpito dal male e quale significato ha la sua sofferenza per il male. Forse Hawking, come Giobbe, avrà domandato a Dio il perché del male a un giusto.”

Trovo irritante – ogni giorno di più – questo modo di ragionare. Hawking è un fisico: sa benissimo che non c’è alcun significato dietro alla sua malattia. C’è solo il caso, un caso bastardo (secondo il suo punto di vista) che ha colpito lui e non qualcun altro.

Fin dal titolo, trovo l’articolo insopportabile: “Stephen Hawking ci dice com’è nato l’Universo, ma non affronta il perché”. Ci dev’essere un perché? Solo perché la minuscola coscienza di una minuscola popolazione di piccolo pianeta è predisposta a cercare il senso negli avvenimenti, ci dev’essere un perché negli immensi e inconcepibili fenomeni dell’Universo?

A meno di non sopravvalutare enormemente la nostra presenza nel mondo (come si faceva prima di Einstein, di Darwin, di Copernico, di Hubble, etc), non possiamo pretendere che tutto ciò che avviene nel cosmo sia allineato ai nostri pensieri, ai nostri desideri, ai nostri significati. E’ sorpassata superbia.

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16 pensieri su “L’universo senza Dio di Hawking

  1. Beh, stiamo parlando de “Il Giornale,” la spazzatura in formato cartaceo. Poi, tenendo conto che un quotidiano berlusconiano, quindi di destra e quindi vicino alla chiesa una risposta del genere era più che prevedibile.
    Non mi stupirei più di tanto se questo “giornale” indicesse una raccolta firme per evitare la pubblicazione in Italia del nuovo libro di Stephen Hawking. :)

  2. Sì, ma questo Stephen Hawkins mi copia il Banco del Muto Soccorso, però… :-)

    È davvero sorprendente che nel loro 2010, certe persone non siano ancora in grado di fare un minimo di pensiero critico e di guardare oltre il proprio naso. Non dico che dovrebbero abbandonare la religione, ma basterebbe che accettassero l’esistenza di idee diverse dalle loro, che hanno dignità di esistere ed hanno un senso. Prima di rifiutare un’idea diversa, almeno capirla, comprendere perché è stata formulata e cosa c’è dietro. Poi, rimani comunque libero di avere la tua preferenza. Certo, si “rischia” di cambiare, di accorgersi che l’idea altrui sia più sensata della propria… E quindi? Non si diventa più infelici cambiando idea. Non c’è nulla di male in questo. L’unica cosa che forse viene ferita è il proprio narcisismo.

    • l’amico, dall’altezza della sua laurea di filosofia, non conosce nemmeno le critiche al principio della causa prima.

      notevole l’insistere sulla sua inabilità fisica…

      ti sei accorto che da un certo punto in poi, lo chiama Hawkins? confonde Steven Hawking con Richard Dawkins? oppure ha talmente tanto astio subcosciente verso Dawkins da proiettarlo su Hawking…

      • oltretutto, citando il principio della causa prima, si rifà al determinismo, mentre dovrebbe sapere che nella fisica quantistica si ragiona per probabilità.

        mah… forse era troppo, chiedere che capisse, almeno a grandi linee, cosa sia la materia di studio di cui si occupa la persone che ha scritto il libro che sta criticando. se a lui basta sapere che sta sulla sedia a rotelle, per dire di conoscerlo…

  3. diciamo che si può discutere di tutto, ma l’attaccarsi alla malattia dello scienziato (Fanzaga sotto sotto – neanche così tanto sotto – pensa che sia meritata. Dio non perdona gli infedeli!) è proprio da imbecille. Altro fulgido esempio di pietas cristiana.

    Sì, lo chiama un po’ in tutto i modi: Dawkins, Hawking, Hawkings… ma lui può, lui ha studiato filosofia, mica come noi!

    Purtroppo questa gente fa opinione più di quanto si pensi.

  4. Scusate l’intrusione, ma siamo rovinati! Come pretendere un onestà intellettuale verso Steven Hawking, se la maggior parte dei filosofi italiani non accettano neanche di dover godere delle conquiste dell’Illuminismo ?! Secondo il loro altissimo giudizio, ogni intellettuale (scienziato o filosofo che sia), per non sentirsi obbligato a scegliere tra la persecuzione (della chiesa o dello stato, è la stessa cosa) o la clandestinità, dovrebbe scrivere sul frontespizio del proprio libro che le idee presentate non sono contrarie ai dogmi della religione (Anima immortale e Dio creatore). Ogni frase sparata da questo tizio può essere seppellita facilmente, essendo frutto di un orientamento teologico del suo ‘ragionamento’. Solo come esempio, il tizio non ricorda che l’idea di Dio, che lui ‘presume’ presente in ogni uomo, è una chimera?! Basti nominare un qualsiasi filosofo (dai nominalisti ai sensualisti) che abbia criticato le idee innate o astratte da qualsiasi esperienza sensibile. Non ricorda che se i primi scienziati utilizzavano il dogma di Dio era solo per dare più stabilità alle proprie intuizioni scientifiche (del come appunto)?! Non ricorda che anche gli stessi filosofi classici avevano intuito (in modo più ingenuo certo) che non era necessario un Dio per la ‘creazione’ del mondo?! Basti pensare all’idea di materia (mather, quindi generatrice da sé e per sé di vita), quella di movimento e sensibilità, alla critica dell’idea di causa prima, all’idea di caso e disordine. Ma roba da poco. Cosa più grave, lui, come la maggior parte degli opinionisti, dimentica che nella classicità il dolore e la sofferenza umana non erano né una condanna né una pena da scontare (idea stupidamente antropocentrica). L’idea di male in generale, non era legata, a priori, ad un idea di colpa (inventata dalla Chiesa appunto), ma a quella di caso. Ciò che mi fa davvero pena è che questa strana forma mentis, caratterizza la maggior parte delle persone, le accompagna anche nel loro modo di vivere e relazionarsi, nell’ accusare e condannare dall’alto della loro fedeltà.

  5. Chiaramente è scorretto rifarsi ai suo problemi fisici per attaccarlo. Ma fatta parentesi di questo discorso, che non è il principale.

    Io chiederei a Hawking chi ha creato la legge della gravità attraverso cui spiega che non è necessario un creatore?

    Mi chiedo come mai la sua abbia fatto uscire la sua teoria in un libro e non l’abbia fatta pubblicare dal Physical Journal?

    Forse perchè non ha niente di scientifico?

    Utilizzare la scienza per trarre conclusione filosofiche non fa di quel discorso, un discorso scientifico.

    Quando mi porterà qualche riga d’equazioni a proposito di questo discorso potremo cominciare a parlarne.
    Ma se si limiterà a usare delle equazioni che parlano dell’universo, ma non hanno niente a che fare con Dio, lo inviterò a non voler forzare quelle equazioni oltre quello che possono dire.

    Il bello di Dawkins e Hawkin è che vi stanno facendo passare filosofia spicciola (e superficiale, ce ne stà di migliore per parlare delle stesse cose), con il semplice principio di autorità.

    Siccome lo dice uno scienziato, il suo discorso filosofico avrà una valenza scientifica. WRONG WAY!

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      Io chiederei a Hawking chi ha creato la legge della gravità attraverso cui spiega che non è necessario un creatore?
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      Questa domanda rimanda all’eterna questione della filosofia. Chi avrebbe creato questo creatore? E chi avrebbe creato chi ha creato questo creatore? E così via. Siccome ad un certo punto, per non regredire all’infinito, devi avere un punto fermo (il motore immobile), la soluzione più semplice – e quindi più probabile, secondo il principio del rasoio di Occam – è che, semplicemente, l’Universo sia sempre esistito. E’ una molto più accettabile di un Dio eterno: concetto assai più complesso, improbabile e anche molto “umano”.

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      Mi chiedo come mai la sua abbia fatto uscire la sua teoria in un libro e non l’abbia fatta pubblicare dal Physical Journal?

      Forse perchè non ha niente di scientifico?
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      Non ho letto il libro, ma ho letto alcuni suoi precedenti. E’ ovvio che sarà difficile avere la controprova delle sue affermazioni, ma tra ipotesi e conferme derivanti dalla teoria quantistica (che spiegherà cos’è successo nei primissimi istanti dopo il Bing Bang – e forse anche prima), ci potremmo avvicinare un po’ di più a ciò che successe davvero quei 14 miliardi di anni fa. La scienza è sempre approssimazione. Un’approssimazione (inevitabile?), che pian piano si riduce nel tempo e che rimarrà pur sempre il nostro miglior risultato.

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      Utilizzare la scienza per trarre conclusione filosofiche non fa di quel discorso, un discorso scientifico.
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      La scienza ha mostrato che l’uomo è un animale, quando la filosofia di duemila anni lo elevava a essere speciale. O ha mostrato che non siamo un pianeta privilegiato all’interno dell’Universo, o che il tempo è relativo e non assoluto. Etc etc. La scienza può condurre a conclusioni filosofiche? Eccome.

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      Il bello di Dawkins e Hawkin è che vi stanno facendo passare filosofia spicciola (e superficiale, ce ne stà di migliore per parlare delle stesse cose), con il semplice principio di autorità.
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      Di solito questo succede per la religione, che non mi fornisce una spiegazione razionale per ciò che dice. Lasciamo stare Hawking, di cui non ho letto l’ultimo libro. Prendiamo Dawkins e tutti i suoi libri sull’evoluzione. Lui mi fa una spiegazione dettagliata delle implicazioni dell’evoluzione, ci perde pagine e pagine, usa metafore, esempi, logica. E risulta convincente – perché il suo discorso fila.

      La Bibbia, da parte sua, mi dice che il mondo ha più o meno 6000 anni, che l’uomo è nato già “uomo” e che le specie son rimaste uguali a se stesse. Quando tutto quel che vediamo e sperimentiamo dice il contrario.

      Io credo alla prima spiegazione PROPRIO perché è convincente. Credere alla seconda senza pretendere una spiegazione: questo è seguire il princio di autorità.

  6. Queste persone (“scienziati??) che da un pò di tempo fanno il bello ed il cattivo tempo nell’opinione pubblica nel voler dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio, non si rendono conto dell’assurdità della loro posizione.

    La scienza moderna dovrebbe essere quella derivante dal postulato galileiano di ragione * esperimento. Come dire che qualsiasi teoria dovrebbe essere provata e sperimentata dalla realtà dei fatti. Solo dopo questa sperimentazione si può parlare di fatto o realtà o teoria scientifica. Prima della sperimentazione e della prova finale della realtà dei fatti si può al massimo parlare di pura immaginazione di pure elucubrazioni di fantasie mentali.

    Questa degenerazione del pensiero “scientifico” moderno è iniziata parecchi secoli addietro allorchè il progressivo allontanarsi della Ragione dalla spiritualità dell’uomo, erroneamente confusa con il fattore religione e/o fede, ha prodotto gradualmente i fondamentalismi che stanno letteralmente esplodendo nelle aperte non suffragate presunzioni dei giorni nostri.

    C’è poco da andare fieri di questo moderno pensiero “scientifico” e/o “culturale” moderno quando ha già prodotto i tanti disastri della nostra moderna storia quali schiavitù, rivoluzioni, colonizzazioni, marxismo, nazismo, fascismo, gas nervini, camere a gas, olocausti, genocidi, fosse comuni e foibe, due terrificanti guerre mondiali, costruzione e uso di bombe atomiche, e centinaia di milioni di morti, solo per citarne alcuni.

    Il divario fra le poche cose che conosciamo e le tantissime che non conosciamo aumenta con l’aumentare della conoscenza, quindi è da illusi o da sognatori voler ergere la mente dell’uomo a diventare Dio o a comprenderne il significato. Solo chi è mentalmente malato può pensare una cosa del genere. L’umiltà è, per i detti motivi, come è sempre stata (Euclide insegna) la prerogativa dei veri uomini di scienza. L’umiltà e la riservatezza.

    E Dio non è mai stato il Dio antropomorfo di questi falsi sapientoni, saputelli dalle concezioni bambinesche. Perchè già prima che la scrittura fosse nota all’uomo, Dio era indicato dai maestri preistorici come “Uno, auto-esistente, immortale, invisibile, eterno, omnisciente, potente, inscrutabile, incorporeo”. Quindi l’uno, il niente ed il tutto simultaneamente.

    Quindi prima di comunicare scoperte o teorie impossibili questi signori farebbero bene a leggersi un pò dei tantissimi libri che non hanno mai letto. Si applicassero un pò di più allo studio del difficile argomento e ne arrivino auspicabilmente alla dimostrazione scientifica e comprovata, in un senso o in un altro. Altrimenti la loro scienza potrà solo essere illusionismo e/o magia della peggiore specie.

    E’ semplicemente una vergogna che le migliori cattedre delle migliori università siano date a questi ciarlatani della scienza che tanti danni procurano nel forgiare nel modo sbagliato le menti dei giovani staccandoli dall’Armonia dell’Universo, deviando ancora di più il pensiero dell’uomo verso il rifiuto dell’essere parte del tutto e del vivere in pace ed in sintonia ed in armonia con gli altri elementi del creato.

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      La scienza moderna dovrebbe essere quella derivante dal postulato galileiano di ragione * esperimento. Come dire che qualsiasi teoria dovrebbe essere provata e sperimentata dalla realtà dei fatti. Solo dopo questa sperimentazione si può parlare di fatto o realtà o teoria scientifica. Prima della sperimentazione e della prova finale della realtà dei fatti si può al massimo parlare di pura immaginazione di pure elucubrazioni di fantasie mentali.
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      Quindi evoluzione e teoria della relatività, per dirne due, sono fantasie mentali. In realtà la scienza ha un modo di operare molto più elastico di quanto si pensi comunemente. Dal momento che non si può rivivere o riproporre in laboratorio lo sviluppo della vita, per formulare l’evoluzionismo si è dovuto utilizzare un metodo che non rientra propriamente in quello proposto da Galileo. Stesso dicasi di Einstein e dei suoi esperimenti mentali, prima immaginati e poi confermati dai numeri.

      Nelle teorie che riguardano l’inizio e primissimi e decisivi istanti del Big Bang non v’è, contrariamente a quel che dici, pura speculazione. Si cerca, invece, di sottoporre a verifica sperimentale (per quanto è possibile) il comportamento delle particelle elementari in una condizione di densità tale che le “vecchie” leggi della fisica (comprese quelle di Einstein) forse non valgono più.

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      C’è poco da andare fieri di questo moderno pensiero “scientifico” e/o “culturale” moderno quando ha già prodotto i tanti disastri della nostra moderna storia quali schiavitù, rivoluzioni, colonizzazioni, marxismo, nazismo, fascismo, gas nervini, camere a gas, olocausti, genocidi, fosse comuni e foibe, due terrificanti guerre mondiali, costruzione e uso di bombe atomiche, e centinaia di milioni di morti, solo per citarne alcuni.
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      Ma dai. A parte che non vedo legame diretto tra “pensiero scientifico” e molte delle atrocità che citi (per esempio, l’olocausto E’ antiscientifico: la genetica ci dice che le differenze tra sottospecie umane è risibile), sai benissimo che potrei mettermi a citare casi in cui superstizioni, “spiritualismo” e religione hanno portato ad altrettanti disastri.

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      Quindi prima di comunicare scoperte o teorie impossibili questi signori farebbero bene a leggersi un pò dei tantissimi libri che non hanno mai letto. Si applicassero un pò di più allo studio del difficile argomento e ne arrivino auspicabilmente alla dimostrazione scientifica e comprovata, in un senso o in un altro. Altrimenti la loro scienza potrà solo essere illusionismo e/o magia della peggiore specie.
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      Il punto è che nessuno POTRA’ mai dimostrare l’inesistenza di Dio. Questo è così ovvio che non andrebbe neanche discusso. Solo per il semplice fatto che dimostrare l’inesistenza di qualcosa che non c’è – o non si vede – risulta essere, in fin dei conti, la più ardua delle imprese o, forse, una contraddizione in termini. Non posso sostenere che ciò che immagino sia reale e pretendere che chi non mi crede dimostri che mi sto sbagliando. L’immagine è mia: tocca a me, eventualmente, l’onere della prova.

      E infatti anche quelli che vengono spacciati per atei, di solito, sono solo agnostici pratici: Dio è così complesso e dunque così improbabile, rispetto a tutti gli elementi e tutte le idee con cui posso riempire l’ignoto, che la sua esistenza è data 1 a 100000000000000000000000000000000000000 alla Snai dell’esistenza. Un universo eterno o un universo che “esplode” da un “nulla” in cui non c’era un “prima”: sono due soluzioni più economiche e di certo molto più probabili. E che, chissà, potranno essere confortate da prove in laboratorio, con gli acceleratori di particelle etc etc.

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      E’ semplicemente una vergogna che le migliori cattedre delle migliori università siano date a questi ciarlatani della scienza
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      Non ho letto il libro di Hawking, e probabilmente non l’hai fatto neanche tu. Magari sarà convincente, magari no.

      Di certo non si contano le rivoluzioni scientifiche che, nel momento della divulgazione, hanno ricevuto critiche come la tua. Poi, nonostante ribaltassero le credenze tradizionali, esse son state pian piano accettate. La storia è piena di “ciarlatani” che ora vengono studiati nelle scuole.

  7. Ti ringrazio del tuo intervento. Ciascuno di noi è un mondo a sè, con le proprie idee, le proprie convinzioni e le proprie interpretazioni delle cose che girano intorno a noi. Ed io non ho il potere nè il diritto di cambiarle. Posso solo rispettarle anche non condividendole.

    Ieri sera su Wikipedia leggevo alcuni brani della vita e del pensiero di Cartesio e pensavo di leggere le mie stesse idee ma dette da lui. Che strano!

    La scienza, Scienza, con la esse maiuscola, proprio per sorpassare o risolvere la difficoltà descritta nel primo paragrafo, dovrebbe essere fondamentalmente un fattore accomunante, un fattore di unione per le menti di tutti gli uomini del pianeta, ciascuno con idee diverse dall’altro.

    Ciò può essere realizzato solo dimostrando inconfutabilmente con la realtà dei fatti le tante idee o teorie che scaturiscono dalla mente dell’uomo. Questa realtà dei fatti quando non risulta essere tangibile dai sensi fisici dell’uomo dovrebbe essere sostituita da altri parametri ma altrettanto inconfutabili.

    Altrinebti la scienza cessa di essere scienza e diventa fede, superstizione, magia, fondamentalismo,
    alimentando anzichè eliminare le divisioni, le diverse opinioni e le barriere fra gli uomini, quello che purtroppo sta succedendo ai giorni nostri.

    Lasciando stare Dio in pace, vedi per esempio cosa è successo in economia dove il credo in una teoria non dimostrata, quella della autoregolamentazione del libero mercato in un sisterma-mondo razionale, è caduto travolto dalla realtà dei fatti.

    Solo l’Armonia, il difficile equilibrio del rispetto di tutte le posizioni, ci potrà salvare. In caso contrario tieniti pronto a saltare su una nuova mica tanto fantasiosa Arca di Noè. E comprati una cintura di salvataggio, non si sà mai.

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    Ti ringrazio del tuo intervento. Ciascuno di noi è un mondo a sè, con le proprie idee, le proprie convinzioni e le proprie interpretazioni delle cose che girano intorno a noi. Ed io non ho il potere nè il diritto di cambiarle. Posso solo rispettarle anche non condividendole.
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    Si fa solo per chiaccherare, nessun problema :)
    Frequento amici che la pensano in maniera diametralmente opposta rispetto alla mia senza che la cosa ci sia minimamente d’intralcio.

  9. […] Diversi mesi fa l’uscita in lingua originale del nuovo libro di S. Hawking aveva suscitato più di una polemica. In The Grand Design infatti il noto astrofisico arriva a ipotizzare come e perché l’universo (il multiverso) si sia autocreato e autoavviato, senza il bisogno di un Creatore. Niente di sconvolgente/scandaloso e niente di così innovativo, a prima vista (si ricordi, tra i tanti, il noto aneddoto di Laplace). Ma un gustoso pretesto, senza dubbio, per tornare ad affrontare argomenti così alti e anche, perché no, giornalisticamente appetibili. […]

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