Intermezzo musicale

Due o tre appunti che riguardano la musica e le recenti esperienze musicali:

  • Il mese prossimo esce, dopo anni dall’acclamato Illinoise, il nuovo album di Sufjan Stevens, intitolato The Age of Adz. Il talentuoso musicista americano ha però deciso di anticipare il proprio ritorno con la pubblicazione di un ep, All delighted people, che sto ascoltando parecchio in questi ultimi giorni. Il disco dura circa un’ora (alla faccia del “mini”) e propone varie puntate nel multiforme ed eccentrico mondo sonoro di Sufjan. Una delizia lunga 8 tracce, difficilmente catalogabile, vivace, originale e di estrema classe. Qui una buona recensione dell’ep. Qui la buona, lunghissima e variopinta canzone che dà il titolo al lavoro. Tra progressive rock, gospel, orchestrazioni, sferzate di psichedelia, folk e mille altre cose. Di certo, non la solita roba.
  • A Firenze c’è un ragazzo (dovrebbe trattarsi di tal Piotr Tomaszewski) che, quasi ogni sera, suona cover di classici davanti ad un crescente numero di persone che di volta in volta si raduna tra Piazza della Signoria e gli Uffizi per ascoltarlo. Sabato sera son stato costretto a fermarmi per non farmi sfuggire la sua straordinaria interpretazione di Space Oddity di Bowie, con la voce del musicista che risuonava in tutta la piazza.
  • Negli ultimi tempi ho avuto anche modo di ascoltare At Newport 1958 di Miles Davis. Disco molto energico, frenetico e anche a-melodico, testimonianza di un’esibizione coloratissima che anticipa di pochi mesi la pubblicazione del capolavoro A kind of blue. Musicisti d’eccezione: oltre allo stesso Davis, Coltrane, Evans, Chambers, Cobb e Adderley. Se A kind of blue è un lavoro da ascolto in solitaria, tant’è malinconico e distante, vedo At Newport come colonna sonora ideale per una festa, da accompagnare a cocktail e olive. Insolente, vitale, anche aggressivo, credo che finirò per ascoltarlo molto spesso.
  • Per la qualità della musica che vi si può ascoltare, segnalo – nuovamente – il pub Joshua a Firenze, in via della Scala. Ad un volume giusto, dentro le mura scalcinate del locale si trasmette un sacco di roba di qualità. L’altra sera era tutto un Dave Matthews Band, per dire. Ma ci ho sentito anche S. Stevens, i Tortoise, gli Iron Maiden, i Radiohead, Coltrane. Uno dei pochi veri pub rimasti a Firenze: consigliatissimo, anche solo per il fatto che la birra è buona e i gestori sono tutti, o quasi, juventini.
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4 pensieri su “Intermezzo musicale

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