So much style without substance, so much stuff without style

Il testo di Grand Designs dei Rush m’è frullato in testa più volte, mentre leggevo Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig. Un libro di cui è difficile parlare. O ci scrivi sopra un post chilometrico, sconfinando inevitabilmente fuori tema. O consigli di leggerlo, perché il tuo interlocutore possa farsene un’opinione non mediata.

Ecco, qui io consiglio di leggerlo. Nonostante non sappia io stesso dire se mi è piaciuto davvero. Mi è piaciuto a tratti. A tratti l’ho adorato – le ultimissime pagine, per esempio. A tratti, invece, l’ho trovato un po’ forzato e pedante. A momenti ho avuto voglia di abbandonarlo. A momenti mi ha esaltato. Altre volte m’è parso, al contrario, inutilmente sofisticato. E pretenzioso.

Di cosa parla? Di filosofia. Di un nuovo, filosofico, punto di vista sul reale. Quello della Qualità, indefinibile e fondamentale terza via tra umanesimo e razionalità, tra concezione analitica e sentimenti, tra visione classica e visione romantica. La Qualità, ‘elemento’ che abbiamo smarrito (secondo Pirsig) lungo il breve tragitto che ci ha portato da Aristotele alla modernità. La Qualità. E tutto ciò che essa comporta.

No. Non è facile introdurlo senza dilungarsi. Perciò mi affido a Wikipedia. E ai Rush, e al Neil Peart di The Ghost Rider (che forse ha avuto tra le mani questo libro). E chi s’è visto s’è visto.

So much style without substance
So much stuff without style
It’s hard to recognize the real thing
It comes along once in a while
Like a rare and precious metal
Beneath a ton of rock
It takes some time and trouble
To separate from the stock
You sometimes have to listen to
A lot of useless talk

Shapes and forms
Against the norms
Against the run of the mill
Swimming against the stream
Life in two dimensions
Is a mass production scheme

(Rush, Grand Designs)

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5 pensieri su “So much style without substance, so much stuff without style

  1. Anch’io avevo deciso, al tempo, di non parlarne e di consigliare la lettura. In effetti, è difficile parlarne, forse perché proprio l’idea che emerge dal libro è così diversa dal comune pensare.

    Adesso ti tocca leggere Lila… e se questo ti è sembrato pedante e pretenzioso… :-D

  2. :)
    Diciamo che la sua idea di ‘qualità’ emerge senza che vi sia bisogno di definirla in maniera specifica. I suoi ragionamenti sono spesso molto profondi, articolati e portati avanti con una certa… logica.

    Leggendolo mi son trovato spesso in bilico tra due pensieri contrastanti: “ehi, ho capito tutto dell’Universo!” e “ma non è che sta parlando di… nulla?”.

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