“Non ne avevo la più pallida idea”

Mi accorgo che scorrendo la lista dei libri letti nel 2010, emerge – lampeggia – una mia forte tendenza verso la saggistica. Credo che l’introduzione di Bill Bryson al suo Breve storia di (quasi) tutto possa in un certo senso spiegare il motivo delle scelte compiute nell’ultimo anno (e non solo) per quanto riguarda le letture.

[…] mentre ero in volo sul Pacifico e guardavo pigramente dal finestrino l’oceano illuminato dalla luna, mi si presentò alla mente, con una forza piuttosto inquietante, la consapevolezza di non sapere nulla dell’unico pianeta sul quale mi sarebbe mai capitato di vivere. Non avevo idea, per esempio, del perché gli oceani siano salati e i Grandi Laghi no. Non ne avevo la più pallida idea. Non sapevo se gli oceani diventano, con il tempo, più o meno salati, né se i livelli di salinità siano qualcosa di cui preoccuparsi o meno (mi riempie di gioia poter dire che fino alla fine degli anni Settanta nemmeno gli scienziati sapevano rispondere a queste domande: si limitavano a non parlarne in modo esplicito). E la salinità dell’oceano era solo la punta dell’iceberg della mia ignoranza. Non sapevo che cosa fossero un protone o una proteina, non distinguevo un quark da un quasar, non riuscivo a capire come facessero i geologi a guardare uno strato di roccia sulla parete di un canyon e stabilirne l’età : insomma, non sapevo proprio niente. Fui sopraffatto da una strana, ostinata smania di sapere qualcosa di più  su questi argomenti e, soprattutto, di scoprire come facciano gli scienziati a capirne qualcosa. E in effetti, proprio questo – come facciano gli scienziati a scoprire le cose – è rimasto per me il motivo di maggiore meraviglia. Come si fa a sapere qual è il peso della Terra o quanto sono antiche le rocce o che cosa c’è veramente là sotto, al centro? Come si fa a sapere come e quando è cominciato l’universo e che aspetto avesse all’inizio? Come si fa a sapere che cosa succede dentro un atomo? E come mai, diciamocelo, questi scienziati che sembrano sapere quasi tutto non sono ancora in grado di prevedere un terremoto e neanche di dirci se per andare alle corse di mercoledì prossimo dovremo portarci l’ombrello? Fu così che decisi di dedicare una parte della mia vita – quelli che si sono poi rivelati tre anni – a leggere libri e riviste e a trovare esperti dotati di una pazienza da santi, disposti a rispondere a un sacco di domande straordinariamente ottuse. L’idea era quella di verificare se esistesse la possibilità di comprendere e apprezzare i miracoli e le conquiste della scienza (magari addirittura di meravigliarsi di fronte a essi o di divertirsi) procedendo a un livello non troppo tecnico o impegnativo, ma neanche troppo superficiale.

Bill Bryson, Breve storia di (quasi) tutto

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2 pensieri su ““Non ne avevo la più pallida idea”

  1. Mi piace moltissimo Bryson.
    Ho riso da impazzire leggendo UNA PASSEGGIATA TRA I BOSCHI …mentre sperduto sull’Applachian Trail si malediceva per l’idea e ne combinava di tutti i colori!

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