Una notte davvero paranormale

Sì, una notte paranormale. E’ quella che ho vissuto un paio di giorni fa quando, alticcio dopo serata con amici, son tornato a casa e ho acceso la tv. Vagando a caso alla ricerca di qualcosa che mi conciliasse il sonno, mi sono imbattuto in una trasmissione di un canale regionale. Una sorta di talk show toscano dal titolo ‘Cosa c’è dopo la morte?‘. O qualcosa di simile.

E’ stata un’esperienza surreale (e no, non per colpa dell’alcool). Prima c’è un teologo che spiega, in un italiano forbito, come la nostra anima sia una sorta di cipolla, con uno strato di essa che rimane attaccato al corpo senza vita del defunto anche decine e decine di anni dopo la morte (e, mi chiedo, passa il tempo facendo cruciverba?). Poi c’è un esponente del Cerchio Firenze 77 che, anch’egli con grande proprietà di linguaggio, ci racconta la straordinaria vita del medium fiorentino Roberto Secchi, capace di materializzare dal nulla ogni tipo di oggetti (tranne, ovviamente, schedine vincenti, modelle brasiliane o tonnellate di quattrini). Poi, ancora, c’è un’antropologa, che annuisce, annuisce, e ricorda come un’esperienza paranormale da lei provocata abbia in pratica salvato un ragazzo dal coma (poi ha specificato che non le piace vantarsi delle proprie gesta). Il pubblico applaude, il presentatore ironizza sui tentativi scientifici di dimostrare la falsità di tali affermazioni. E’ il tripudio della seduta spiritica, degli stati di trance, delle essenze vitali e degli spiriti. Sorrisi compiaciuti in sala. Pacche sulle spalle. Gente che racconta d’aver parlato col nonno morto da anni. Gente che ci ricorda che il modo di pensare alla morte degli antichi egizi era tutto sommato quello giusto. E così via.

Guardavo la trasmissione solo aspettando l’intervento di qualcuno, di uno dei tanti ospiti, di un membro del pubblico sufficientemente scettico. Tifavo perché qualcuno intervenisse. Ma nulla. Nessuno che abbia alzato la mano per dire: “Ehi, ma cosa stiamo dicendo?”. Niente. Nessun tipo di contraddittorio.

Chi avrà visto la trasmissione senza essere in possesso dei necessari anticorpi avrà finito per pensare che sì, forse ciò che questi esperti stavano raccontando non era poi così sbagliato.

Un sentito applauso agli ideatori del programma: l’avvento della prossima Vanna Marchi sarà anche colpa vostra.

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