La Natura si vendica?

Sono giorni questi in cui il mondo intero sta con gli occhi puntati su quel che è successo e succede in Giappone. Com’è noto, vari terremoti di grandissima intensità e il successivo maremoto hanno ucciso migliaia di persone.

Di fronte a eventi tremendi come questo, percepiti come profondamente ingiusti, l’uomo tende a cercare cause superiori.  Le stupide dichiarazioni (1, 2) che il triste Livio Fanzaga fece trapelare tramite le frequenze della spassosa Radio Maria sul terremoto dell’Aquila e sul terribile tsunami di qualche anno fa ne sono solo un (estremo) esempio.

In questi giorni Facebook – uno dei modi più semplici per confrontarsi con quel che pensa la gente là fuori – è stato tutto un pullulare di frasi come:

La natura si vendica

La natura ce la fa pagare

La natura si ribella

La natura si riprende quel che è suo (?)

E così via. Emerge non solo un autocolpevolizzarsi di matrice tipicamente cristiana, ma anche, se vogliamo, un sorprendente (o forse no) ritorno all’animismo tribale, con una spruzzatina di italica superstizione. Il fulmine ha bruciato il villaggio? E’ Dio che ci punisce. Piove da un mese a diritto? Abbiamo fatto arrabbiare la Madonna dell’Acqua.  T’è venuto un cancro? Il Signore t’ha beccato a visitare i siti porno. Etc etc.

Se lasciamo da parte la questione del nucleare (che è un’altra storia), la realtà è che noi non c’entriamo nulla con ciò che è successo. Non in questo caso. Terremoti e maremoti, c’è da scommetterci, c’erano prima di noi e ci saranno ancora dopo di noi. Gli siamo semplicemente indifferenti. L’universo (la natura) se ne frega di noi. Anche se “se ne frega” non è l’espressione giusta, dal momento che la natura – secondo quel che si intende di solito per natura – non ha una volontà. Non pensa. Non sceglie. Non agisce. Non punisce. Non si ribella.

Viviamo e ci siamo evoluti in un (e grazie a un) range di condizioni solitamente stabili. Diamo per scontato che queste condizioni rimangano nella norma, e ci regoliamo di conseguenza. L’assunto che tutti questi fattori non superino certi limiti rende possibile la nostra esistenza. I parametri di cui parlo sono molteplici e riguardano, tra le altre cose, la quantità di ossigeno nell’aria, un sole attivo, tre dimensioni fisiche, una gravità costante, buona presenza di acqua, venti e terremoti di rado superiori ad una certa intensità, meteoriti che ci colpiscono solo ogni (boh) 10.000 anni. E via discorrendo.

Da quanto abbiamo mosso i primi passi sul pianeta tutti questi fattori sono sempre rimasti generalmente stabili, e questo ci ha permesso di esserci. Ma le cose potrebbero variare, così come sono variate in passato. Conosciamo alcune leggi della natura, ma ce ne sfuggono molte altre (non sappiamo prevedere i terremoti, per esempio, o quando il prossimo enorme vulcano comincerà a spargere cenere per tutto il pianeta). Non tutto è predicibile. Non tutto può essere sotto il nostro controllo. Ma siamo bravi, fenomenali, proprio come lo eravamo in passato, a riempire di superstizione e animismo tutto ciò che ignoriamo. A ben vedere anche il pensiero irrazionale si evolve, e si sposta nelle prime zone d’ombra di volta in volta disponibili, grandi o piccole che siano.

La tragedia del Giappone è, appunto, una maledetta tragedia. Per certi versi, una dannata fatalità. Possiamo discutere sul modo in cui poter poterci proteggere da simili eventualità (magari limitando al massimo i danni), ma forse non saremo mai completamente al sicuro. Perché noi abbiamo costruito la nostra esistenza sulla serie di condizioni a cui accennavo sopra. Quando la natura supera certi limiti – e non li rispetta certo per farci un piacere – noi ci troviamo impreparati. Ma non è colpa nostra. E, poco ma sicuro, ciò non succede perché la natura si è arrabbiata con noi.

(Anche perché, ragazzi, anche noi siamo natura)

(sullo stesso tenore, quest’articolo sul Telegraph)

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15 pensieri su “La Natura si vendica?

  1. Bel post. Dato che l’hai scritto già tu, mi hai risparmiato lo sbattimento. :-)

    C’è da dire, che data l’imprevedibilità di certi fenomeni, è demenziale costruire centrali nucleari o altri meccanismi simili, a meno di non volersi godere l’effetto di una bella 1000-hit-combo alla prima occasione sfigata.

    Questo bambino, da grande, diventerà un costruttore di centrali nucleari… pensateci!
    http://bit.ly/gdjN6Q

    • “Bel post. Dato che l’hai scritto già tu, mi hai risparmiato lo sbattimento. :-)”

      Era a fermentare già da qualche giorno :)

      “C’è da dire, che data l’imprevedibilità di certi fenomeni, è demenziale costruire centrali nucleari o altri meccanismi simili, a meno di non volersi godere l’effetto di una bella 1000-hit-combo alla prima occasione sfigata”

      Volevo che emergesse proprio questa cosa, senza stare a entrare nei meriti della questione nucleare (di cui stanno già parlando in parecchi in questi giorni e sulla quale magari non ho le idee chiarissime)

      Per quanto riguarda il video… Minchia! :)

  2. Bel post, finalmente uno che non si lascia andare a predicozzi vari!

    Oserei dire che questo atteggiamento superstizioso è esattamente l’altra faccia della medaglia di quello che facciamo quando cose sostanzialmente casuali ci vanno bene: un gestore di fondi guadagna il 30% più della media? Uh ma che “bravo”!. Un’azienda uguale a mille altre fa faville? Uh che geni, chiamare il prodotto “firulì” invece che “firulà” come gli altri è davvero una rivoluzione copernicana! L’indovino alla fine ci azzecca? Ma come avrà fatto mai?? Vinciamo le elezioni? Siamo una razza antropologicamente superiore! Ma quanto siamo bravi!!! I nostri antibiotici reggono ancora un po´? Siamo onnipotenti!

    • Dovevo immaginare che a Dio non piace l’ero-guro… Invece apprezzava molto i nazisti, visto che su di loro non si è mai abbattuta alcuna catastrofe naturale.

      Quel tipo dice tante di quelle assurdità, senza rendersi conto che se le persone le prendessero sul serio non farebbero che causarsi ancora più sofferenza (tanto per cominciare, se le catastrofi le decide Dio, allora perché preoccuparsi di cercare fonti energetiche alternative. andiamo avanti con le centrali nucleari. anzi, già che decide Dio, non vedo perché fare anche dei sistemi di sicurezza. risparmiamo su quelli, che tanto se Dio vuole, la centrale non si sfascerà… davvero c’è gente che può pensare ad una cosa simile?), che non trovo la forza di ribattere a tutto quello che dice.

          • Chi ce l’ha messo? Odifreddi dice:

            “Dal 2004 il ruolo di vicepresidente dell’Ente è ricoperto, per decisione dell’allora (e ora) Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e su proposta dell’allora Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Letizia Moratti, di un candidato sorprendentemente fuori luogo: Roberto De Mattei, professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiesa alla privata Università Europea di Roma, presidente della Fondazione Lepanto, direttore del mensile Radici cristiane, dirigente di Alleanza Cattolica e consigliere del Vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini per le questioni internazionali.”

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