Nella mente degli altri: alla scoperta dei neuroni specchio

(immagine presa da http://www.kissmachine.org)

I neuroni specchio sono per le neuroscienze ciò che il DNA è stato per la biologia.

(Vilayanur Ramachandran)

 

I neuroni specchio, individuati da Giacomo Rizzolatti e dal suo team a Parma diversi anni fa, sono forse una delle più importanti scoperte di sempre per quanto riguarda la conoscenza del funzionamento del cervello. Se è vero che la loro esistenza è ancora messa in dubbio da qualcuno, sembra che le conclusioni degli studi di Rizzolatti – e, ormai, di tantissimi altri – siano generalmente accettate dalla comunità scientifica mondiale. Personalmente i neuroni specchio li ho conosciuti tramite gli scritti di Ramachandran e grazie ad altri articoli letti sul web, e c’ho pure un po’ scherzato sopra qualche mese fa.

Ho voluto saperne di più, direttamente dalla fonte principale. Perciò negli ultimi due giorni ho letto Nella mente degli altri. Neuroni specchio e comportamento sociale, scritto da Giacomo Rizzolatti stesso e da Lisa Vozza. Si tratta di un libro assai snello (un centinaio di pagine) che rappresenta una sorta di introduzione al mondo dei neuroni specchio, raccontandone la storia della scoperta, il funzionamento e alcune possibili implicazioni. Lavoro estremamente semplice ma che aiuta lo stesso a comprendere appieno la portata rivoluzionaria di questi studi.

Studi che partono dalla fisiologia e arrivano, inutile dirlo, alla filosofia. I neuroni specchio possono infatti aiutare a far luce su diversi aspetti della mente dell’homo sapiens, una mente estesa, è sempre più evidente, che comprende il cervello ma che sa andare oltre ad esso. E’ curioso come, mentre sfogliavo le pagine, gli interrogativi che comparivano di volta in volta nella mia testa (“e cosa succederebbe se…?”, “e cosa c’entrano questi neuroni con…”, “e se si studiasse il rapporto tra i neuroni specchio e…?”) siano stati presi in considerazione (quasi tutti) dal duo di autori. Come detto sopra, ho in passato scherzato sul possibile rapporto tra neuroni specchio e insegnamento del gesto calcistico. Bene: nelle pagine finali del libro Rizzolatti e Vozza spiegano come gli studi sui neuroni specchio possano portare progressi anche in ambiti simili. Stesso dicasi per le mie (ovvie) speculazioni su neuroni specchio e autismo. E altro ancora.

Nella mente degli altri non ha la pretesa di dire tutto. Ma ha la capacità – è stato scritto per questo – di spingere il lettore ad approfondire l’argomento su altri testi. Unica pecca del libro, le immagini: in bianco e nero e di bassa qualità, non aggiungono niente al testo e sono spesso tutt’altro che comprensibili.

Un lavoro, sì, piacevole. Tra le cose più potenti che vi ho trovato c’è il fatto che (come aveva notato anche Ramachandran nell’analizzare la corteccia di pazienti con mani amputate) lingua (linguaggio) e mani (gesti) siano così strettamente legati a livello cerebrale, come a sottolineare (l’aveva notato anche Fouts) che il nostro linguaggio è un’evoluzione di un articolato sistema di gesti primordiale. E anche cose come questa, suppongo, non possono non destare meraviglia:

Noi umani abbiamo neuroni capaci di riconoscere i suoni prodotti dalla bocca e dalla laringe? Luciano Fadiga e colleghi hanno chiesto ad alcuni volontari di ascoltare attentamente alcune parole mentre la loro corteccia motoria veniva stimolata dalla TMS. Nel mezzo delle parole si poteva trovare una doppia <<f>> o una doppia <<r>>. Ora, se provate a pronunciare la parole muffa, vi accorgerete che durante il suono  <<ff>> la vostra lingua si muove ben poco; viceversa, se cercate di pronunciare la parola carro, noterete che il suono <<rr>> è piuttosto impegnativo per la lingua. I risultati hanno mostrato che ascoltare parole contenenti una doppia <<r>>, ma non una doppia <<f>>, determina [nell’ascoltatore, ndG] un’attivazione delle aree che controllano i muscoli della lingua. (Nella mente degli altri, Rizzolatti e Vozza)

Infine, ecco un paio di interessanti video con Rizzolatti: Rizzolatti a 21min e lo studioso ospite in un bel programma sulla Rai (E se domani, dal minuto 17 in poi).

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