Un universo puntuale

Proprio ieri sera ho finito di leggere Cosmologia, raccolta di saggi scritti negli ultimi anni da diversi studiosi, soprattutto astronomi e fisici, su ciò che sappiamo attualmente dell’universo. Come si è formato, insomma, come si è evoluto, come si modificherà, se è piatto o se è aperto (sono termini tecnici), se è unico o no, se è finito o infinito. Ipotesi, ipotesi, ipotesi. E qualche certezza. Gran parte degli articoli racconta soprattutto come l’idea dell’inflazione possa finire per integrare (a quanto pare) quella del Big Bang, riuscendone probabilmente a spiegare i diversi paradossi. L’opera ha tutte le migliori intenzioni ma è, alla resa dei conti, piuttosto ostica e sfuggente. Non potrebbe essere altrimenti: inutile dire che certi concetti richiedono enormi sforzi d’immaginazione (sì, sì, ok: ci ho capito poco e non sarei in grado di parlarne in maniera anche solo un po’ più approfondita).

Uno dei problemi di cui si discute più spesso è il fatto che – in soldoni – diversi calcoli prevederebbero un universo in cui ci sia molta più massa di quella che, invece, siamo riusciti a scorgere dal nostro piccolo punto di osservazione.

Mi stupisce non poco leggere, proprio oggi, che tale questione potrebbe esser stata risolta negli ultimi giorni. Cito da Repubblica:

Team di scienziati di tutto il mondo l’hanno inseguita per decenni. Ma della cosidetta “massa mancante” dell’universo nessuna traccia. L’ha invece individuata, è in soli tre mesi, una studentessa di ingegneria aerospaziale dell’Università Monash di Melbourne, Amelia Fraser-McKelvie, di 22 anni, che ha condotto con astrofisici della Scuola di Fisica dell’ateneo una ricerca mirata a raggi X. La scoperta, descritta nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è ancora più notevole perché Fraser-McKelvie, 22 anni, non è una ricercatrice di carriera, ma una studentessa che lavorava come stagista con una borsa di studio. Il suo relatore Kevin Pimbblet della Scuola di Fisica ha sottolineato come gli scienziati si siano scervellati per decenni sulla questione mentre lei ci ha messo solo 90 giorni. (continua qui)

Naturalmente aspettiamo i prossimi giorni per vedere se la scoperta sarà o meno ridimensionata. Personalmente posso dire che mi ha colpito questo istantaneo e non richiesto (ma gradito) update delle (mie) conoscenze.

Il caso, a volte, sa essere davvero puntuale.

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