Il tempo delle feste

Sangria

Giugno e luglio sono probabilmente i mesi più caldi dell’anno.

Caldi. Ok, lo so, lo so. Ciò li rende immancabilmente tremendi, odiosi, disprezzabili, evitabili e tutto quel che volete: con me, non so se lo sapete, sfondate una porta aperta. Il caldo è Satana (mi piace immaginare che la gente che legge il blog sia gente speciale che ama il fresco, il freddo, il gelo, la pioggia, i temporali a capodanno ascoltando i Burial, il raffreddore, le sciarpe, la neve, i caminetti accesi e quel delizioso senso di morte che ti pervade ogni volta che giunge l’autunno, ma forse m’illudo!).

Però è durante questi due mesi che si svolgono due delle feste più divertenti della Toscana. Mi riferisco nello specifico alla cosiddetta ‘Notte bianca in oltrarno‘ di Firenze e al ‘Pistoia Blues‘. Quest’anno ho fatto doppietta, presenziando a entrambe: tra i pochi eventi a cui ho preso parte, questi due sono stati senza dubbio i più riusciti, i più voluminosi, i più assordanti. Si tratta di quelle esperienze vitali e italianissime che, quando per un motivo o l’altro sei costretto a vivere all’estero, ti mancano più di ogni altra cosa.

La festa a Firenze si svolge nell’area che coincide più o meno col letterario quartiere San Frediano, una zona – soprattutto quella prossima a Piazza Santo Spirito – già da anni tra le più effervescenti della città. Firenze è una città tutto sommato discretamente borghese e quella che è ormai diventata la sua festa estiva per eccellenza, la quale si dipana in un quartiere che sa cogliere più di altri l’essenza stessa della fiorentinità, non poteva discostarsi troppo da questo suo modo di essere. Borghese, sì, ma tutt’altro che noiosa, la manifestazione prevede numerosi concerti di varia qualità, bancarelle amatoriali di panini e migliaia di persone che passeggiano senza sosta stringendo bicchieri alcolici, in un caos controllato che finisce per coinvolgere tutti, dagli anziani ai giovanissimi. E che non ti molla neanche alle 5 del mattino. Sembra che con l’amministrazione Renzi Firenze sia davvero risorta a nuova vita: al sindaco tocca adesso il compito non semplice di rendere il centro storico di nuovo appetibile ai fiorentini (e ai toscani in generale), e non solo un costoso giocattolo con cui divertire e spennare i turisti.

Pistoia nei giorni del Pistoia Blues è invece un delirio vero e proprio, che va spesso (meno male) al di là della decenza. Un delirio più spazialmente limitato ma dieci volte più tracimante, disordinato, sporco e, perché no, ugualmente affascinante. Tutti hanno i loro bicchieri di sangria casereccia da offrire. Tutti hanno una birra da due lire in mano. Uno su due suona (male) i bonghi e inizialmente ciò può risultare irritante, ma dopo un po’ – lo ammetto – neanche ci si fa più caso. Le ragazze ballano ovunque, sui marci tavoli di legno, sulle bucce di cocomero, sulle spalle di altre ragazze, sulle spalle delle ragazze che stanno sulle spalle delle ragazze. E’ un inferno, e son sicuro che anni fa l’avrei detestato. Oggi – com’è notorio ho raggiunto una certa pace zen – lo apprezzo per quel che è, un chiassoso coacervo di coscienze alterate. Sabato in concerto sulla piazza centrale c’erano i Doors, l’ho saputo solo quando lo show era terminato. Centinaia di vecchi rocker nostalgici arrivati a Pistoia per assistere allo spettacolo dell’ex band di Jim Morrison ad una certa ora si sono incontrati con i 16enni dall’alito alla marijuana che colmavano le piazze, e il confronto generazionale ha avuto il più banale degli esiti: i primi se la sono data a gambe, terrorizzati da tanto ingestibile marasma. I secondi, mi sa, se la sono invece sudata tutta fino all’alba. E hanno fatto bene. In Febbre a 90° Nick Hornby racconta che, una volta passati i 30 anni, dopo l’ennesima sbronza una mattina si è svegliato e ha deciso che il sapore di alcool che accompagnava da tempo immemorabile ogni suo spaesato risveglio -sorpresa! – non gli piaceva più. Da un momento all’altro quel sapore gli era diventato intollerabile. Di colpo aveva scoperto che non poteva più conviverci. Era dunque arrivato il fatidico momento di dare un taglio netto, triste e necessario, alle nottate intensamente alcoliche. Bene. Ragazzi che avete affollato Pistoia fino al mattino, vi do un consiglio: spassatevela adesso, perché il morbo di Hornby prima o poi colpirà anche voi. Oh sì, potete esserne certi.

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