11 settembre 2001 – le canzoni

No, niente post retorici. Non troppo. So benissimo che l’orrendo attentato di 10 anni alle Torri Gemelle, rispetto a tanti altri episodi simili avvenuti nel corso della storia (come questo), ha avuto solo la “fortuna” di essere accaduto davanti all’occhio di centinaia di telecamere. E’ ciò che dicono già in tanti ed è quasi superfluo da parte mia ricordarlo, ma le cose stanno davvero così. E McLuhan aveva tremendamente ragione. Per milioni di altri morti – morti con la testa fracassata in guerre negli angoli più bui del pianeta, morti da innocenti in carceri militari, morti danzando su qualche mina antiuomo – non esistono commemorazioni né dvd con filmati multiangle. Né volti straziati dal dolore in tv.

So tutto questo. D’altra parte, come direbbe Vonnegut, così va la vita. E neanche la morte, aggiungo io, fa eccezione. Quando, l’11 settembre 2001, tramite il caro vecchio ICQ (dio se odiavo i suoi patetici suoni), lui mi informò di quel che era successo qualche minuto prima, be’, non potei non rimanerne colpito. E terrorizzato. Naturale, credo. L’attacco alle Torri fu il fatto ansiogeno per eccellenza, se mai ce n’è stato uno.

In questi giorni stavo pensando che quell’evento – e le guerre che ne sono seguite – ha influito sul lavoro di diversi dei musicisti che seguo. Ad un certo punto è sembrato fosse impossibile non parlarne e non schierarsi, non chiedersi perché si fosse arrivati a tanto.

Le prime canzoni che mi vengono in mente:

Serj Tankian – Empty Walls (video potentissimo)

Queensryche – Blood

Queensryche – Open

Queensryche – The Great Divide

Tori Amos – I can’t see New York

Bruce Springsteen – The rising

System of a Down – Solder Side

System of a Down – Sad Statue

Dredg – Pariah

Dredg – Information

(e naturalmente ce ne sono decine di altre – quando e se me le ricordo, le incollo qui)

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4 pensieri su “11 settembre 2001 – le canzoni

  1. Come dice Marilyn Manson:

    “If you die when there’s no one watching
    and your ratings drop and you’re forgotten
    if they kill you on their TV
    you’re a martyr and a lamb of god”.

    Nel cinema mi piacque molto invece il corto di Sean Penn:

    Per me l’aspetto più terribile che è seguito a quell’evento – oltre l’evento in sé intendo – è la manipolazione mediatica che poi ne è scaturita, la diffusione programmata del Terrore ed il baratto della privacy per una presunta sicurezza.
    Oltre, ovviamente, a farne il pretesto per invadere Afghanistan ed Iraq.
    Fermo restando, come ho scritto anche nel mio post (grazie per il link :-)), il dispiacere per tutte quelle povere persone rimaste uccise.

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