Filosofia del rifiuto

Ennio Flaiano

Era tanto tempo che volevo leggere qualcosa di Ennio Flaiano e, molto probabilmente, sono partito col piede sbagliato. Diario degli errori, libro che ho acquistato praticamente a caso, è infatti una collezione di appunti e aforismi – scritti a Roma, Parigi, New York etc – non sempre lucidissimi e taglienti. Leggo in rete che il celebre scrittore italiano avrebbe in effetti fatto parecchio meglio altrove. Sarà per la prossima volta.

In mezzo a un mucchio di roba non sempre interessantissima si nascondono, però, brani di estrema forza, spesso allagati di cinismo e intessuti di insaziabile mal di vivere. Asciutti sfoghi di uomo chiaramente a disagio con la vita. Tra questi segnalo Filosofia del rifiuto:

Agire come Bartleby lo scrivano.

Preferire sempre di no.
Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dagli studenti bocciati, dai pornografi, poligrafi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no.
Non cedere alle lusinghe della televisione. Non far crescere i capelli, perché questo segno estremo ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta.
Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà il modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.

In libreria ho acquistato anche After Dark di Murakami. Lo leggerò a Gran Canaria, dove vado a passare qualche giorno a partire da domenica. Nel lettore mp3, oltre alle mie solite passioni, Pet Sounds dei Beach Boys e Sgt Pepper’s dei Beatles. Giusto per variare un po’.

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2 pensieri su “Filosofia del rifiuto

  1. “migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo”.
    Eh sì, perché non possono essere strumentalizzati. E perché ricordano che il singolo individuo conta più della massa astratta della società. Nel senso di singole scelte che però possono influire sugli altri.
    Io ho apprezzato parecchio il Flaiano come co-sceneggiatore di Fellini e mi piacque parecchio “Tempo di uccidere”; comunque so che è molto noto anche per i suoi aforismi.
    Di Murakami invece ho iniziato il nuovo: 1Q84. Un romanzone di 700 e passa pagine. In Giappone – uscito in due volumi separati, libro primo e libro secondo – è stato un successo.
    In effetti oggi ho sentito che “sta arrivando”, che la storia mi sta prendendo (mentre ieri, dopo aver letto solo la prima decina di pagine, mi sembrava stilisticamente inferiori agli altri). E fosse per me sarei rimasta tutto il giorno a leggere. Segno che mi sta piacendo.

    “After Dark” invece non è un granché. Si legge bene, scorrevole, riflessioni e descrizioni vivide, argute, però non lascia alcun segno. Uno di quelli che leggi e metti via e poi va a finire nel dimenticatoio. Però è questione anche di gusti e di momenti, magari a te piace, o magari sono io che l’ho letto in un momento sbagliato.

    Ancora buon viaggio :-)

    • Anche su “After Dark” mi son buttato un po’ a caso. Mi mancava, ho letto la quarta e ho pensato che potesse essere un buon contrasto con l’atmosfera mare&spiaggia. In realtà volevo prendere 1Q84, ma il formato cartonato ed elegante, poco adatto ad essere sballottato qua e là durante il viaggio, mi ha spinto a prendere l’altro. Lo leggerò prossimamente.

      Mi porterò dietro anche “Fanteria dello spazio” (Heinlein), anch’esso tascabile – nel caso dovessi finire troppo presto Murakami.

      L’ipotesi poesia è invece decaduta: anche se non nego d’aver passato una decina di minuti a sfogliare i libri della Szymborska (per chi passa di qui, Rita ne ha parlato qui: http://ildolcedomani.blogspot.com/2011/11/quando-sono-triste.html), indeciso se prenderne uno o meno. Per me è già un passo in avanti :)

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