Ultime letture (Heinlein, Dick, Hicks, Twain)

Fanteria dello spazio, di Robert A. Heinlein. Parte forte, fortissimo. La prima metà (qui la trama), quella che tratta dell’addestramento del soldato – il protagonista Johnny Rico – è scritta bene, scorre che è un piacere ed è buonissima. Molto coinvolgente. Nella sua seconda parte il libro si inceppa, invece, più di una volta. In primo luogo viene fuori il maggiore difetto di Heinlein – riscontrato anche in altri suoi lavori – e cioé quello di farsi prendere la mano da velleità di saggista mettendo da parte la pura narrazione degli eventi. Si sente che vuole spiegarci le sue teorie: nel farlo, purtroppo, si dimentica di portare avanti la storia. In seconda battuta ho trovato un po’ noiose le pagine dedicate a quella che definirei grossolanamente “burocrazia militare”. Un comandante deve fare questo e quello, un sergente entra in azione quando muore caio, il tenente succede a tizio solo in circostanze particolare, il capitano ha compiti precisi X e Y, il caporale Z e K…insomma, questa roba qui. Non proprio emozionante, no? Infine, anche la narrazione della battaglia finale contro i Ragni mi ha lasciato abbastanza freddino. Libro belloccio, nel complesso – soprattutto per il folgorante inizio – ma niente che mi cambi la vita.

Un oscuro scrutare, di Philip K. Dick. Scritto malissimo, il libro (qui la trama) avanza a tentoni,  dando a volte l’impressione di non saper dove andare a parare. Eppure, forse anche per tale (presumo involontaria) zoppicante prosa, riesce a comunicare cosa si prova a essere un drogato – cosa si prova a percepire che le nostre facoltà cognitive ci stanno pian piano abbandonando – molto più di tanti altri libri letti sul tema. Il finale, tipicamente dickiano (così come è dickiana l’ossessione metafisica di cui è permeata l’intera opera), è qualcosa di fantastico. E terribile. E angosciante. E geniale.

Love all the people, su Bill Hicks. Ho parlato di Hicks fino alla nausea, nei post passati. Lo cito nuovamente solo per sottolineare, ancora, la grandezza del personaggio. Questo libro contiene la trascrizione dei suoi spettacoli, delle sue poesie, interviste e alcuni dei racconti che il comedian americano ha scritto nella sua breve vita. Il crudo e tremendo Thoughts on love and smoking (l’ho già detto) vale da solo il prezzo del volume.

A Dog’s Tale, di Mark Twain. Brevissimo racconto – credo si trovi trascritto sul web – letto il giorno di Natale. Ottimo se volete (ammesso che vogliate) che il vostro bambino scopra cos’è la vivisezione.

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7 pensieri su “Ultime letture (Heinlein, Dick, Hicks, Twain)

  1. Scritto malissimo Un oscuro scrutare?

    Questione di gusti, per me rimane uno dei capolavori del Maestro. :-)

    Sai forse cos’è? Che le cose che scrive Dick sono talmente interessanti, talmente geniali, talmente significative da far passare lo stile completamente in secondo piano. E’ vero che a volte il tutto risulta poco coerente, sempre per quanto concerne lo stile, però, ripeto… è talmente bello l’insieme da apparire come un difettuccio trascurabile. ;-)

    Ne avevo parlato qui:

    http://ildolcedomani.blogspot.com/2011/02/un-oscuro-scrutare-e-qualche-nota.html

    Di Fanteria nello spazio ho sentito parlare, ma mai avuto il piacere di leggerlo.

    A Dog’s Tale, visto che tratta della vivisezione – anche se purtroppo io so già bene cosa sia – lo leggerò senz’altro. Magari lo regalerò al mio nipotino di nove anni, che sembra amare molto gli animali. Ritengo sia un dovere far conoscere ai bambini certe realtà, così che poi, crescendo, possano compiere scelte davvero consapevoli.

    • Sì, pur amando Dick, non mi sentirei di dire che la sua prosa sia il massimo. :)

      Per esempio mi pare totalmente incapace di descrivere bene – per permettere una maggiore immedesimazione del lettore – qualsiasi rapporto uomo – donna. In “Un oscuro scrutare” difetti simili mi paiono ancora più palesi: sinceramente non sono riuscito a capire, intuire, sentire perché Donna fosse così importante per Bob Arctor. Per dirne una, eh. Dick non ci dà mai elementi in tal senso. Nessun dettaglio significativo. C’è solo Arctor che ogni tanto ricorda quanto ci tenga a lei. Ma nessuno sa perché, nessuno ne intuisce i motivi. Lo si dà per scontato, contravvenendo ai principi dello Show, don’t tell.

      Non credo sia una cosa voluta. Eppure. Paradossalmente, il caos della prosa sembra *significare* (in senso, uhm, semiotico?) il caos di quella mente devastata. Da questo punto è comunque tutto sempre interessante. Una mente distrutta che, pur perdendosi nei dettagli, riesce comunque a portare a compimento (alla grande) il Progetto Finale. Il romanzo ha un senso profondo, e questo sembra comunque sempre ben chiaro nella testa di Dick. La struttura complessiva non gli sfugge mai di mano.

      Avevo letto il tuo bel post sull’argomento tempo fa. :) Mi sa che avevamo già discusso di simili questioni.

      A dog’s tale lo trovi anche sul web. http://www.online-literature.com/poe/316/
      E’ brevissimo, e potevo anche non stare a citarlo. E’ una fiaba. Sembra una fiaba, fino alle due pagine finali. Che sono una dolorosa mazzata.

  2. P.S.:
    ah, dimenticavo: di un Oscuro scrutare ho visto anche la trasposizione cinematografica, A scanner darkly (vedo che hai messo il trailer), davvero meritevole, fedelissima al romanzo.

    • Sì, avevo visto la rappresentazione qualche anno fa. Mi piacque molto.

      Per fortuna avevo dimenticato quasi tutto (altrimenti mi sarei rovinato il finale del libro). M’era rimasta solo l’impressione di questa persona che progressivamente smarrisce le proprie facoltà cognitive – e delle conseguenti paranoie che la stessa persona si fa al riguardo.

  3. Comunque è strano. Ho letto spesso commenti negativi su Un oscuro scrutare, che, al contrario, a me è sempre piaciuto moltissimo. Probabilmente, come dice Rita, la storia è talmente interessante da far dimenticare anche un brutto stile di scrittura :)
    A me aveva affascinato tanto l’idea del cortocircuito che si crea nell’osservare se stessi e non riconoscersi.

  4. Per UOS ha il problema che è scritto talmente male da risultare orrendamente noioso. Arrivato attorno a pagina cento, mi sono detto “ma cosa me ne frega di leggere questa stronzata?”, poi con grandissima fatica sono andato oltre.

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