Smetti di leggere, ORA: acquista il nostro scintillante ebook reader

Cybook Odyssey

Mi secca molto ammetterlo.

Non amo fare il nostalgico. Né mi piace assumere posizioni conservatrici.

Ma tant’è. Da quando ho comprato l’ebook reader, da quando mi sono costretto a leggere solo libri digitali, la mia voglia di leggere s’è pian piano dileguata. Ecco, l’ho detto.

Quando presi l’ebook reader (un Cybook Odyssey, tutto sommato un buon prodotto al netto di qualche bug poi corretto dalla Bookeen), nel periodo natalizio, sperimentai immediatamente una certa indefinibile scomodità di lettura, sentii all’istante che qualcosa non andava. Eppure mi imposi di usarlo e di abbandonare il cartaceo. Mi ci abituerò, mi dissi. Col tempo, il mezzo scomparirà. Col tempo resterà solo ciò che conta: i contenuti. I contenuti. I concetti. L’intreccio. I personaggi. La storia. Le idee dello scrittore.

Invece no.

A tre mesi dall’acquisto, posso dire che l’esperimento è fallito. Con mio gran dispiacere.

Non voglio tirar fuori la retorica bibliofilonoiosa da Odore delle Pagine, e bla bla bla. So bene, benissimo, che un libro è le informazioni che veicola, e non il substrato fisico sul quale esse sono fissate. Il mio è un pregiudizio, niente più di questo. Mi rendo solo conto di non riuscire a sradicarlo.

E’ presto detto. Un bel libro, come può essere il Suttree di Cormac McCarthy che sto attualmente leggendo, mi risulta meno autorevole, meno efficace e meno vincolante quando mi trovo ad affrontarlo in digitale. Lo percepisco come di minor valore, non so se mi spiego, rispetto a ciò che farei con la sua versione cartacea. E’ più volatile, immensamente più usae-getta. E mi fa fatica riprenderne ogni volta la lettura. Morale della favola, lo sto stancamente portando avanti da più di venti giorni. E ne avrò per altri venti, andando avanti di questo passo.

Non è neanche una questione di belle edizioni, lo chiarisco. Me ne sono sempre fregato di acquistare la versione rilegata in oro da esibire nella biblioteca personale quando per un terzo del prezzo avrei potuto avere l’edizione tascabile. Non mi è mai interessato il Bel Volume.

E’ proprio un problema di carta versus digitale. E’ proprio un fastidioso, ostinato, pregiudizio.

Dal momento che il digitale prenderà ovviamente e credo giustamente piede, non nego che il tutto mi crei un certo disagio. Passerà, spero. Passerà: ma la tentazione di tornare a comprare libri… veri, lo confesso, è fortissima.

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18 pensieri su “Smetti di leggere, ORA: acquista il nostro scintillante ebook reader

  1. stavo pensando di comprare anche io un ebook reader,ma sono ancora molto indeciso ,il libro per me è anche contatto fisico con la carta,il suo peso,il rumore nel girarlo,digitale diventerebbe troppo freddo credo.
    nella mia indecisione basta poco a spingermi in una direzione o l altra,grazie quindi al tuo post che esprime una contrarietà a leggere su ebook reader che non ho trovato spesso in questi tempi di funerali già iniziati per il libro di carta.

  2. Penso che al di là di pregiudizi, un motivo potrebbe essere l’immediatezza del libro cartaceo, rispetto alla versione digitale. Questa infatti è più mediata, ci sono delle interfacce in mezzo, fra te ed il contenuto e queste, forse vengono percepite ingombranti. Sembrano “occupare più spazio” del contenuto.
    Basti pensare: quanto controllo diretto hai su un libro cartaceo e quanto su un lettore digitale, quante informazioni significative, oltre al contenuto, ti trasmette l’uno e l’altro e quante superflue, utili solo alla gestione dell’apparecchio e non alla fruizione del contenuto.

    • Sì. Penso anche a come sia macchinosa l’operazione “torno indietro di dieci pagine a controllare come si chiama quel tal personaggio”, cosa che nel libro cartaceo fai in un secondo proprio perché hai un controllo diretto dell’oggetto.

      Il mio discorso però riguarda – credo – principalmente la bontà dell’opera, opera che in formato digitale mi sembra parta svalutata in partenza. In questo senso è, ovviamente, un pregiudizio (l’opera è la stessa, sia su carta che su screen).

      • Sono d’accordo su quello che dicevi riguardo alla sensazione di volatilità, che fa apparire il libro meno “importante”.
        È una sensazione simile a quello che avevo riguardo agli album scaricati, piuttosto che acquistati fisicamente. Ma in quel caso, dopo un po’ ci ho fatto l’abitudine.

        • Ho pensato anche io al paragone con la musica. Ma forse il passaggio dai cd agli mp3 è stato meno brusco: eravamo già abituati a dissociare i suoni dal supporto su cui si trovavano, perché conoscevamo le musicassette, gli lp, i cd, la radio… La transizione dal libro digitale a quello cartaceo mi pare più dura da digerire.

  3. Sono contenta che tu abbia scritto questo post perché così scopro di non essere la sola a nutrire qualche pregiudizio nei confronti dei libri digitali.
    Per me è proprio una questione di praticità, il cartaceo è più maneggevole, più personalizzabile, ogni copia vissuta e letta da un proprietario diventa unica, diventa la tua copia. Ci sono copie che conservano macchie di caffé, macchie del mio preciso vissuto di quel momento in cui li leggevo e riaprirli, riguardarli, è come un ricercare le tracce di qualcosa che sono stata. L’atto del leggere si porta dietro un sacco di altri momenti, momenti legati proprio all’oggetto in sé. Quando presto o regalo la copia di un mio libro, per dire, presto e regalo anche una parte di me.
    E poi dell’e-reader mi disturba il pensiero della batteria… se lo porto in giro e poi finiscono le batterie? Mi disturba mentalmente questo pensiero.

    Io non penso che il libro cartaceo sia destinato a sparire… non per qualche decennio almeno ancora.

    Una cosa che invece mi piace assai (pure se non li ho mai presi ancora) sono gli audiolibri, in genere progettati per i non vedenti, ma penso che potrebbero essere utili da ascoltare quando si viaggia e diventa faticoso leggere (ad asempio in auto a me viene proprio il mal d’auto) o quando si è alla guida; anziché ascoltare la radio si ascolta un libro (o magari le due cose insieme). O anche quando si va a correre… dovrò sperimentarli prima o poi.

  4. Per quanto riguarda la batteria… dura un mese, ti scordi anche che possa scaricarsi :)

    Sugli audiolibri: ho ascoltato qualche romanzo registrato mentre correvo, ma ho visto che tendo a distrarmi e a perdere il filo. Ho notato che funzionano meglio con i saggi scientifici, o le interviste etc etc.

  5. A me è successo il contrario – leggo di più, e mi concentro meglio con il digitale (dando lo stesso valore alla lettura su carta o digitale). Credo si tratti di propensioni personali, di personali comodità, più che di pregiudizi; se ti trovi male col digitale abbandonalo, con credo che i libri di carta scompariranno – e in ogni caso non in pochi decenni!

    • Inizialmente ho preso il lettore perché volevo leggerci testi in pdf, ma (colpa mia che non mi sono informato a dovere) mi son accorto che la letture di tali file è scomodissima e, in soldoni, impossibile. Poiché ce l’avevo, ho provato con la narrativa. Con risultati, come detto, deludenti.

      Credo che andrò avanti leggendo un po’ in un modo un po’ nell’altro: forse col tempo mi abituerò. Chissà.

  6. Ciao Gianluca, perchè ti stupisci così tanto? Non siamo fatti di sola razionalità. È indubbiamente vero che il contenuto testuale rimane lo stesso dal cartaceo al digitale, ma le nostre esperienze percettive, e la lettura lo è, sono inscindibili dalle emozioni che vi si legano.
    Per emozioni non intendo solo le visioni romantiche del libro di carta, odori…colori…ricordi…ecc, ma tutto ciò che ci leghi, anche un pregiudizio.
    Se i tuoi pregiudizi si fermano a questo, goditeli.
    Mi sembra di essere Natalia Aspesi…mah
    Un salutone,
    Andrea G. (agiserv!)

    • Ciao Andrea, sì, ma è anche vero che per altre esperienze percettive (la visione di film, o l’ascolto di musica) siamo da tempo abituati a fregarcene del supporto fisico per afferrare solo ciò che alla fine conta, credo, le informazioni. Ieri ero sul treno e riguardavo per la milionesima volta “Lo chiamavano Trinità”, stavolta sul cellulare. Forse per il libro è effettivamente un po’ diverso, soprattutto perché, come dicevo, mentre vediamo film sia al cinema che in tv da una vita o ascoltiamo musica sia in radio che in vinile che in musicassetta che in cd da decenni, la lettura è fino ad oggi stata sempre legata all’oggetto libro-di-carta. Gli schermi del pc, troppo stancanti, non l’hanno mai veramente sostituito.

      Quindi il passaggio dal libro di carta al libro digitale sarà più difficile proprio per questo. Almeno per alcuni. Conosco molti, per dire, che non hanno avuto alcun problema (come Patrizia, più sopra). Boh, proverò ad alternare un po’ le due cose.

      • Magari potresti riservare la narrativa per il cartaceo e il resto per l’e-reader. Io ad esempio trovo molto utile mettermi da parte articoli lunghi che non avrei tempo (e voglia) di leggere su pc e che possono essere spediti o caricati sull’e-reader o sull’iPad (tramite servizi come Instapaper o Readibility).

        • In effetti sto affinando delle strategie.

          Di sicuro non ci devo leggere libri lunghi o dalla prosa troppo elaborata (“La versione di Barney” m’è filato via liscio come l’olio anche sull’e-book reader, forse anche a causa dell’immediatezza della sua prosa, mentre “Suttree” di McCarthy, scritto in maniera più raffinata, avrebbe certo reso di più in cartaceo). Con la roba più breve – gli articoli di cui parli, per dire – l’ebook reader funziona meglio. Ci sto leggendo “Lezioni americane” di Calvino, di poco oltre le cento pagine. Lo percepisco come un “impegno” più lieve e leggerlo in digitale non mi dà problemi.

          C’è da dire che per quanto riguarda i saggi mi mancherebbe la possibilità di scrivere le mie due o tre cazzate ai margini, come faccio di solito :)

          • Be’, per le note ai margini si può fare anche con l’e-reader, ma riconosco che per i modelli un po’ vecchi (non so bene per i nuovi) è una cosa un po’ lenta e scomoda – questa è una cosa che va migliorata perché anche per me è fondamentale poter prendere appunti mentre si sta leggendo qualcosa.
            Se si ha un iPad invece l’operazione è veloce e molto comoda: un tap su una parola e appare il box per poter sottolineare, copiare, o scrivere appunti.

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