Viaggio (virtuale) a Monkey Mia

Delfino a Monkey Mia
Delfino a Monkey Mia (foto di enrylenz)

Ho letto Vita segreta dei delfini perché speravo di ritrovare la magia che avevo riscontrato ne La scuola delle scimmie di Fouts un paio d’anni fa. Non è così intenso, ma certo non posso dire che mi sia scivolato addosso.

Il lavoro descrive dal punto di vista della ricercatrice Rachel Smolker l’osservazione naturalistica di un nutrito gruppo di delfini portata avanti da alcuni studiosi – tra cui Rachel stessa – presso l’area di Monkey Mia, sulla costa occidentale dell’Australia. Qui si trova una spiaggia divenuta ormai famosa per il fatto di ospitare delfini tursiopi che si avvicinano alla riva e interagiscono con gli umani – spesso turisti chiassosi con le mani colme di pesce da distribuire. Viste le foto e i video, pare un luogo davvero speciale. Al momento, in cima alla lista dei posti da visitare il prima possibile.

Il ritratto dei delfini – identificati uno per uno per nome e personalità – che emerge è – dio sia lodato – spassionato e scientifico. Rivela, tra l’altro, aspetti dei cetacei che deviano nettamente dall’idea che di loro si è sedimentata nell’immaginario collettivo. Non sono solo belli, buoni, bravi e simpatici. Non sono così noiosi. Sanno stupire. I delfini sanno essere (anche) molto violenti, per dirne una. Forse era preventivabile, ma leggere di determinati e premeditati episodi di bullismo marino fa lo stesso rimanere in qualche modo sconcertati. D’altra parte speravo proprio di non trovarmi di fronte a un testo agiografico, quindi no, non posso certo lamentarmi.

Ciò premesso, giova puntualizzare che – naturalmente – i delfini non sono neanche degli spietati assassini, e la loro fama di animali giocosi e socievoli è in larga misura confermata anche qui. Se ce ne fosse il tempo ci sarebbe da segnalare un mucchio di nozioni sorprendenti che si apprendono leggendo il libro. Su tutto si staglia l’amore di Rachel per questi animali sociali, e il suo continuo e interessante creare parallelismi tra aspetti autobiografici e vita cetacea. La biologa, del resto, ha riservato (sacrificato?) una cospicua parte della propria esistenza a loro, anime gommose e inaspettatamente calde che ti scrutano curiose e che ti aspettano a pochi metri dalla riva per farsi una nuotata con te.  C’è poi immancabilmente il fascino della loro intelligenza – certi aneddoti fanno rimanere a bocca aperta. E c’è, infine, il mistero della loro probabilmente articolatissima, aliena, comunicazione. Che, chissà, potrebbe rimanere misteriosa ancora per poco, stando ai passi avanti compiuti dalla ricerca.

*** Aggiunto il 29 luglio:

Mi è impossibile non incollare qui la brillante introduzione del film (nel complesso niente di imperdibile) tratto dalla Guida galattica per autostoppisti, al quale ho pensato più di una volta leggendo Vita segreta dei delfini.

È un fatto importante, ancor che comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l’uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza: i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell’imminente distruzione del pianeta terra. Avevano tentato più volte di avvertire l’umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così alla fine decisero di lasciare la terra coi loro mezzi. L’ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l’inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: addio e grazie per tutto il pesce.

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3 pensieri su “Viaggio (virtuale) a Monkey Mia

  1. Grazie per la segnalazione, mi piacerebbe proprio leggerlo questo saggio, così come l’altro sulle scimmie che infatti mi sono ripromessa di prendere già da diverso tempo (ma sai com’è, non si riesce mai a stare in pari con le liste di libri che si stilano via via).
    Certo che se davvero si riuscisse a decodificare il linguaggio dei delfini sarebbe la scoperta del secolo, sarei proprio tanto curiosa di sentire cosa hanno da dire di noi umani (anche se immagino benissimo cosa potranno pensare tutti quei poverini che vengono massacrati in Giappone durante il periodo della mattanza).

    Eh, e così si aggiunge, oltre al libro da leggere, anche un nuovo luogo da visitare assolutamente. :-)

    Un saluto. :-)

    P.S.: bellissima l’introduzione al film “Guida galattica per autostoppisti” (che non ho visto!).

    • Il film non è comunque niente di che :) (anche se quella parte non credo si trovi nel libro, almeno non in “La guida”. Forse nel successivo “Addio, e grazie per tutto il pesce”, ma non ho avuto modo di controllare).

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