You’re not controlling the storm. You are the storm

Free Will, di Sam Harris

Segnalazione veloce veloce, ché sto affogando tra analisi multivariate e deviazioni standard.

Su questo blog ho parlato spesso di libero arbitrio, mente, coscienza e volontà (tutto concetti collegati). Bene. Se vi interessa l’argomento – così come interessa a me – e volete leggere UN libro che lo riguardi, fiondatevi subito su Free will di Sam Harris. Se invece non sapete di cosa stia parlando ma siete lo stesso curiosi, credo che Free Will possa fungere per voi da introduzione all’intera questione. Poi deciderete se approfondire o meno.

Nel saggio l’autore porta avanti, con scioltezza stilistica e notevoli capacità divulgative, il concetto che il libero arbitrio sia un’illusione, sfornando vivide metafore e affrontando di volta in volta ognuna delle obiezioni – anche quelle dell’amico Dennett – che pretendono di smentire tale modello. Stiamo parlando di un’idea, mica noccioline, che una volta radicata e compresa appieno potrebbe provocare, e provocherà, sconquassi anche superiori a quelli creati dall’evoluzionismo darwiniano.

Consigliatissimo, anche per il suo essere sintetico – la versione in lingua originale su ebook non supera le cento pagine – e particolarmente vivace. Come sottolinea il maestro Oliver Sacks:

Brilliant and witty—and never less than incisive—Free Will shows that Sam Harris can say more in 13,000 words than most people do in 100,000.

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3 pensieri su “You’re not controlling the storm. You are the storm

  1. Nel cercare alcune citazioni tratte dal libro, mi son imbattuto in questa pagina http://issuepedia.org/User:Woozle/Free_Will/fisking , nella quale l’autore fa una critica al libro di Harris, mettendone in rilievo presunte contraddizioni e una presunta circolarità.

    Leggendo le critiche mi rendo conto come il tizio abbia completamente frainteso, e non compreso al 100%, molti dei concetti espressi da Harris. Capire cosa si intenda per “illusione del libero arbitrio” forse non discrimina gli intelligenti dai meno intelligenti. No, direi di no. Probabilmente, però, richiede di fare un salto nel buio, richiede di abbandonare tante, troppe certezze… e non tutti dimostrano di avere il coraggio per farlo.

    Un esempio.

    L’autore dello scritto cita un concetto tratto da Free Will: “Our moral intuitions and sense of personal agency are anchored to a felt sense that we are the conscious source of our thoughts and actions. When deciding whom to marry or which book to read, we do not feel compelled by prior events over which we have no control. The freedom that we presume for ourselves and readily attribute to others is felt to slip the influence of impersonal background causes. And the moment we see that such causes are fully effective—as any detailed account of the neurophysiology of human thought and behavior would reveal—we can no longer locate a plausible hook upon which to hang our conventional notions of personal responsibility.”

    e aggiunge un commento personale al riguardo:

    “This is nonsense. Just because I’m not aware of every step (much less monitoring or actuating every detail) of how a task is accomplished — be that riding a bike, sending an email, rendering a 3d model, or making a decision — does not mean that I am not responsible for initiating that action, and for deciding what action to initiate. ”

    che a mio parere ben rappresenta la mancanza di coraggio – e della necessaria immaginazione – di cui parlavo sopra.

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