Trouble will find me

Trouble will find me è il nuovo disco dei The National. Esce tra qualche giorno ma, com’è prevedibile, gira già nei più lerci angoli del web e, com’è ancora più prevedibile, qualcuno l’ha già uploadato su Youtube. Lo sto sentendo da un po’ – lo sfrutto come compagno di corsa – e pur non convincendomi come il precedente High Violet, posso dire di trovarlo soddisfacente. Niente di sensazionale, qualche stanca deriva new-wave d troppo, poco coraggio, ma – ancora – buone intuizioni melodiche.

In realtà ho buttato giù questo post solo per segnalare che nell’album – già ordinato su Amazon – figura un pezzo a mio modo di vedere di categoria superiore. Si chiama Pink Rabbits ed è un lento spazialissimo lamento, calmo, distante, siderale, uno di quei brani che ti si piantano nel cervello e non ti mollano più. Roba che fa la differenza. Forse non renderò l’idea, forse il parallelo è solo nella mia testa. Ma è come se i Fates Warning di Disconnected, gruppo con cui i The National hanno praticamente zero in comune, avessero voluto scrivere un pezzo minimale e romantico. E ci fossero riusciti in pieno. Inutile sottolineare che l’ho ascoltato circa un centinaio di volte in pochi giorni.

You said it would be painless
The needle in the dark
You said it would be painleeeeeeeeess

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