Perception

Mentre all’università (finalmente) seguo corsi che affrontano argomenti esclusivamente legati alle neuroscienze (dalla psicobiologia dello sviluppo alla psicologia cognitiva, passando per la psicologia fisiologica) cerco, come mio solito, di rafforzare le nozioni apprese utilizzando altri strumenti di fruizione. Ho ascoltato un ciclo di conferenze di Ramachandran per la BBC, per dire. E ho comprato il suo ultimo libro (in italiano: L’uomo che credeva di essere morto).

Ma soprattutto mi son messo a guardare – sera dopo sera, son quasi arrivato alla conclusione – una serie TV chiamata Perception il cui personaggio principale, Daniel Pierce, è neuropsichiatra e docente di neuroscienze con – ovviamente – un cervello tutt’altro che in ordine e – ovviamente – amici nell’FBI che senza il suo aiuto non sanno mai che pesci prendere. Niente di particolarmente clamoroso o avvincente, intendiamoci. Una serie TV come tante. Eppure ho trovato interessante e utile il suo continuo citare casi paradigmatici della storia delle scienze del cervello, nonché i tentativi di speculazione filosofica – basic level – a partire dai disturbi più curiosi e sorprendenti. Come talvolta succedeva in House MD, insomma, che pescava a piene mani dai testi di Ramachandran, Gazzaniga e Sacks.

Tutto questo per dire che, se vi interessa l’argomento, forse Perception si merita un po’ d’attenzione.

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