McCarthy & Hornby

Libri letti nelle ultime due/tre settimane: Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy e Shakespeare scriveva per soldi di Nick Hornby.

Ho conosciuto McCarthy anni fa a Parigi. Nel senso che fu lì che acquistai un’edizione in lingua originale del suo The road, peraltro tra le cose più totali che la narrativa ci abbia offerto negli ultimi quindici anni. Guarda caso, The road è anche uno dei libri che – per ragioni che non condivido – Nick Hornby sconsiglia di leggere nella sua raccolta di (quasi) recensioni scritte per il The Believer intitolata Shakespeare scriveva per soldi. Dello stesso autore ho poi affrontato Suttree, un buon romanzo che mi son trovato ad abbandondare troppo presto – mal si incastrava in quel particolare periodo personale – e sul quale potrei tornare in futuro. Non è un paese per vecchi è snello, essenziale e solido, proprio come il film che ha ispirato. E’ un rincorrersi – uno sfuggire alla fatale falce – per le strade d’America passando attraverse le moquette dei più anonimi motel, è la logica conseguenza di una manciata di scelte sbagliate, ha rimembranze trumancapotesche e un personaggio – Anton Chigurh – che ormai fa parte dell’immaginario collettivo assieme alla sua improbabile arma. Si legge in tre giorni e, al netto di qualche nostalgismo di troppo, è di forte impatto.

Shakespeare scriveva per soldi è, come detto sopra, una raccolta di recensioni – o meglio, di striminziti e divertenti commenti – che Nick Hornby ha scritto per alcuni anni per il The Believer. In passato aveva già pubblicato qualcosa di simile: mi riferisco all’ottimo Un anno da lettore. Se state attraversando un periodo di scarsa propensione alla lettura e vi sentite persi, inutili e prossimi alla morte cerebrale, potete dare un’occhiata a cose così. Con me funzionano alla grande. Non ho letto quasi nessuna delle opere che Hornby cita in Shakespeare, eppure il suo entusiasmo, la sua leggerezza e la sua capacità di integrare ogni lavoro – dal manuale per l’uncinetto ad un serioso classico russo – all’interno del suo percorso esistenziale, sono a mio modo di vedere invidiabili, trascinanti e – sì – motivanti. E alla fine, devo ammetterlo, mi son pure messo a cercare alcuni dei lavori che più lo hanno entusiasmato. Pollice su, senza alcun dubbio – discorso insopportabile su The road ovviamente escluso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...