Lucy, The Maze Runner, Italy in a day, Gone girl, Maps to the stars, La mafia uccide solo d’estate etc etc

Due righe domenicali, giusto due ché scrivere post con postumi post-festivi non è sempre agevole, su alcuni dei film sui quali m’è capitato di buttare gli occhi negli ultimi giorni.

Lucy, di Luc Besson. Nonostante non mi aspettassi molto da Besson, il film è riuscito lo stesso a deludermi. Sconclusionato, basato su teorie scientifiche da due soldi, sceneggiato malissimo, privo di un’adeguata alternanza tra pause e momenti d’azione, Lucy è probabilmente – in rapporto alla notorietà del regista, agli attori scelti e al budget utilizzato – una delle peggiori pellicole che abbia visto negli ultimi anni. Si vuol volare altissimo, si inciampa nel ridicolo. Salvo solo i primi tarantiniani quindici minuti.

The maze runner, di Wes Ball. Ottimo e solido film di fantascienza che narra le vicende di un gruppo di ragazzi che si risvegliano – non si sa perché – in una radura posta al centro di un labirinto dal quale sembra impossibile fuggire. Niente di originalissimo, ma secondo me merita di esser visto.

Italy in a day, di Gabriele Salvatores. Ispirato al celebre progetto di Ridley Scott (Life in a day), il documentario sperimentale è costituito da un collage di parti di filmati inviati (su richiesta) da un certo numero di italiani a Salvatores stesso, a cui è toccato il compito di montarli assieme. Si parla di Italia, di quotidiano, di presente, di futuro, di frustrazioni, di lavoro, di relazioni andate male, di sogni, di sogni infranti, di depressioni. Molto intenso e sincero, ma pure di un angosciante che levati.

Gone Girl, di David Fincher. Forse dura un po’ troppo. Forse il finale è giusto un tantino forzato. Ok, Ok. Ma il film resta validissimo, spietato e non privo di colpi di scena. Un thriller girato splendidamente, in cui non c’è mai un calo di tensione. Forse Hitchcock, al giorno d’oggi e dunque dotato di sensibilità moderna, girerebbe cose del genere.

Maps to the stars, di David Cronenberg. Forse mi ci sono approcciato nel modo sbagliato, non so. Ma davvero non ho capito cosa intendesse dire Cronenberg con questo film. Perché se l’obiettivo era criticare il mondo di Hollywood con tutte le sue nevrosi e le sue ipocrisie bla bla, la critica risulta in ultima analisi così maldestra da risultare indigesta per lo spettatore. O almeno per me. Confuso a dir poco.

La mafia uccide solo d’estate, di Pierfrancesco Diliberto (Pif). Leggero e divertente, nonostante i temi trattati, può essere utile per ricordare (ancora una volta) tutti quei fatti drammatici legati alla Mafia che hanno devastato la Sicilia negli ultimi decenni. Obiettivo centratissimo.

Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson. Ho un grosso problema con Anderson: non m’è mai piaciuto nessuno dei suoi apprezzatissimi film. Li ho sempre visti effimeri per il gusto di esserlo, autocompiaciuti, frivoli, sostanzialmente inutili e non emozionanti. E Grand Budapest Hotel non fa eccezione. L’ho mollato dopo circa venti minuti di soporifere e pretenziose inquadrature simmetriche.

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6 pensieri su “Lucy, The Maze Runner, Italy in a day, Gone girl, Maps to the stars, La mafia uccide solo d’estate etc etc

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