Intermezzo musicale

Due parole su alcune nuove importanti uscite.

Sol Invictus dei Faith No More è un disco che sfiora la sufficienza ma niente più di questo. Dal punto di vista stilistico non ci sono poi queste grosse novità (e dire che di anni dall’ultimo album ne sono passati diversi), ma è soprattutto l’ispirazione a latitare drammaticamente. Qualche buon pezzo (Matador, Motherfucker, Separation Anxiety, Superhero) e altri più anonimi per un disco che non ti viene così tanta voglia di riascoltare.

Ottimo ritorno, invece, per i Paradise Lost. The plague within non inventa nulla, ma è un convincente rivolgersi alle acclamatissime sonorità pre-Draconian Times. Produzione calda e accogliente per un disco nuovamente oscuro e deprimente in cui il cantato growl è inutile dirlo protagonista fisso. Non ci sono pezzi davvero inutili, ma alcuni (Victim of the past, Return to the sun, No hope in sight) sono davvero meritevoli di attenzione.

How big How blue How beautiful è il nuovo album di Florence + The Machine. Piglio più rock rispetto al precedente e leggera diminuzione di quella pomposità che era ed è forse l’unico vero grande difetto del progetto della Welch. Solita grandissima voce, soliti singoli spettacolari come Ship to wreck, St Jude (pathos!) e Hiding. Alcune cose non avrebbero sfigurato sul toriamosiano Scarlet’s walk  (è un complimento).

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2 pensieri su “Intermezzo musicale

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