L’uomo di sinistra

narciso

L’uomo di sinistra è mediamente più colto di quello di destra.

L’uomo di sinistra conosce la storia, la storia politica, il diritto pubblico eccetera.

L’uomo di sinistra ha coscienza civica.

L’uomo di sinistra ha opinioni raffinate sulla politica.

L’uomo di sinistra non la pensa mai esattamente come gli altri – lui ha la sua visione precisa delle cose.

L’uomo di sinistra pensa che le posizioni degli altri uomini di sinistra abbiano sempre qualche difettuccio e non riesce a trovare mai un compromesso pragmatico – quelle loro idee politiche sono o troppo o troppo poco qualcosa (ci si muove spesso lungo l’asse DC-Stalin).

L’uomo di sinistra è tendenzialmente un narciso che attende utopisticamente la venuta di un messia-rappresentante le cui idee professate siano del tutto conformi alle proprie, purissime. Se potesse, l’uomo di sinistra voterebbe solo se stesso – perché lui è colto, ha coscienza civica, ha idee politiche complesse, e nessuno potrà mai capirne quanto lui.

L’uomo di sinistra vota spesso ciò che non votano gli altri uomini di sinistra – per differenziarsi in modo netto da chi ancora non ha esattamente compreso quale sia il pensiero che deve avere un vero uomo di sinistra.

L’uomo di sinistra sbandiera ai quattro venti questa sua differenza rispetto agli altri uomini di sinistra. Che è come sbandierare la propria unicità, la propria personalità, la propria visione esclusiva e accurata eccetera.

Gli uomini di sinistra mettono quindi in piedi cento partiti di sinistra – ma lo fanno sbuffando perché cento sono pochi, ovviamente, non rappresentano ancora tutta la straordinaria complessità di pensiero degli uomini di sinistra.

“O si fa esattamente come dico io o tanto vale che vinca la destra!”, sostiene l’uomo di sinistra magari lasciando il campo aperto a pericolosi razzismi, idiozie antiscientifiche e retoriche nazionalistiche.

“Perlomeno io sono coerente”, si vanta l’uomo di sinistra tutto compiaciuto.

Gli uomini di sinistra perdono le elezioni – sconfitta che imputano sempre agli altri uomini di sinistra, rei di non aver aderito completamente alle proprie geniali idee di veri uomini di vera sinistra.

E gli uomini di destra?

A loro basta pochissimo. Si raccolgono attorno a due/tre concetti chiave (perlopiù minchiate bassoventriste) e le elezioni le vincono.

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Il mezzo è il messaggio, no?

L’estenuante tartassamento felino, l’arte minimalista sui cappuccini, il caffè, il buongiorno glitterato, le persone false, quelle ipocrite, quelle buoniste, quelle false buoniste, le persone che-parlano-dietro-le-spalle, i quotidiani oggi voglio proprio mandare a fanculo qualcuno, oggi non mi fate incazzare, oggi ammazzo il primo che capita, gli stronzi li trovo tutti io, come odio il lunedì, i primi piani ultrasimbolici degli occhi, i primi piani in generale, la bellezza sta nelle piccole cose, gli spasmi verbali, le distorsioni, le bufale, gli smiley che fanno l’occhiolino, i terremoti telecomandati, autismo & vaccini, non mi fregano, gli sveglia isterici, è successo qualcosa di incredibile, clicca subito, fai girare, condividi se sei indignato, tutti a casa, mandiamoli tutti a casa, i falsi falsi buonisti, gli animali sono meglio delle persone, niente è peggio di un buono che s’incazza, quanto odio Natale, da oggi divento stronzo anch’io, ci vorrebbe la leva obbligatoria, ah quando c’era lui, i #relax allegati alle foto-vacanza, gli oggi così, gli e niente, gli e poi, il parossismo di kappa, i selfie, renzie, brexit, metti mi piace se sei d’accordo, scrivi amen se vuoi salvarla, gli winter is coming, i #relax a rimpolpare semanticamente le foto-vacanza (cioè: invidiatemi), le foto del papa sorridente, quant’è straordinario ragazzi, le foto di padre pio, le foto di padre pio stecchito preghiamo per lui, la bontà di quella santa della Calcutta, le frasi di Crepet, la Lucarelli dice sempre quel che pensa, i Povia, i Fusaro, i Francesco Sole, i Putin mussolinizzati, e che palle il GF, e che palle Sanremo, e che palle il campionato, e che palle, i falsi falsi falsi buonisti, le pagine amo la psicologia, le pagine amo l’arte, le pagine amo leggere, le pagine madonna quanto amo i libri e leggere, le pagine non potrei vivere senza leggere è veramente un dramma spero capiate quanto io sia speciale, i mandiamoli a casa, i mandiamoli a casa loro, i trentacinque euro al giorno, gli hotel con le piscine e l’idromassaggio e le bianche discinte e disponibili, vergogna, le gare di sarcasmo sul defunto di turno, questa è già stata detta?, i falsi falsi falsi falsi buonisti, il tracimare dell’ego, il test che animale sei, il test che colore sei, il test che aggettivo sei, il test che scarpa sei, il test che opera d’arte sei, il test che libro sei, il test che disco sei, il test che film sei, il test che personaggio di Beverly Hills sei, il test che test sei, l’esondare impressionante dell’ego, l’oroscopo di Internazionale sai ci prende spesso, io sono questo, io sono quello, io sono meglio di voi, la tigre non a caso è il mio animale-guida, non a caso, le autodefinizioni, l’autostima come si dice ipertrofica, le citazioni einsteniane, io la penso uguale oh quanto sarò creativo/ganzo, la creatività sbandierata, stasera mi metto a scrivere, stasera c’ho da comporre, io sono così, io sono mezzo matto, io non sono mica normale (occhiolino), le persone rettile, le auto alimentate ad acqua, i pomodori killer, la biowash, l’aids non esiste, i Radiohead geniali, i non se ne può più, la gente è stanca, non se ne può davvero più, i Radiohead vaffanculo, le rosse stilizzazioni cardiache, le foto di unghie, le foto di unghie, le foto di unghie, le matite, il referendum, le foto di tatuaggetti, che bello quello nuovo che meraviglia!, i meraviglia!, i quanto è vero, i non ci fanno votare, i da leggere da ascoltare da vedere, il patto del nazareno, gli juve merda, i basta col calcio non se ne può più, i bellizzimo, i ti lovvo, gli spacchiamoci a merda, i pezzi che spaccano di brutto, le immancabili due pregnanti bottiglie di corona stappate sul tavolino di plastica in riva al mare cobalto con tanto di sanguinante tramonto sullo sfondo e piccola piccola piccola vela bianca che traversa il tremulo orizzonte ed è subito #relax, gli aperitivi delle sette, i mi interessa indolenti, i vernissage, i ciaone, i cani (il gruppo), lo stato sociale (il gruppo), gli euforici si vive una volta sola, i domani vi scrivo qualcosa al proposito, gli stay tuned, i falsi falsi falsi falsi falsi buonisti, i da oggi smetto di rincorrere, i da oggi mi cercherà lui/lei, vedrete, i vado pazzo per il sushi, gli ora basta mi dispiace ma è arrivato il momento di fare un po’ di pulizia contatti addio, gli addio, da oggi cambio vita.

Di conseguenza:

  1. Facebook è un mezzo irrimediabilmente inquinato e quindi distorcente.
  2. Per quanto possiate sforzarvi, non scriverete mai niente di minimamente intelligente.

Il nostro mondo è fatto apposta per noi perché noi siamo fatti apposta per il nostro mondo

Tra le scene migliori di Interstellar ci sono quelle ambientate sul primo pianeta, laddove improvvise ed enormi onde – alte ad occhio centinaia di metri – sorprendono gli astronauti atterrati (ammarati) e creano più di qualche casino. L’idea è interessante perché ci ricorda che sul nostro pianeta le onde marine di rado superano una data altezza, di rado possono sorprenderci, ed è su questo presupposto che ci siamo evoluti in un certo modo e abbiamo creato una civiltà di un certo tipo. E’ solo un esempio per sottolineare che la nostra vita dipende dalla costanza di una serie di leggi e di fenomeni sulla base dei quali è stata modellata dall’evoluzione. Se certe condizioni cambiano, le cose si fanno drammatiche e spesso intollerabili: perché non siamo fatti per abitare mondi diversi dal nostro (come avevo cercato di dire qui). Mettiamo, riprendendo il discorso delle onde, che per qualche motivo sul pianeta comincino ad imperversare tsunami su tsunami. O evolviamo in tutta fretta muscoli e capelli biondi da surfista australiano o, ciao ciao, crepiamo tutti o quasi.

Già decenni fa Carl Sagan nei suoi libri denunciava il problema dei cosiddetti gas serra e suggeriva di studiare le condizioni atmosferiche di Venere per comprendere in che direzione si sarebbe trasformato il nostro pianeta se non fossimo stati capaci di cambiare registro in tempi stretti. Anni dopo siamo qui – più o meno tutti colpevoli – a constatare quelle che sono ormai considerate delle banalità, e cioè che i ghiacci si sciolgono e che – esempio – la temperatura del Mediterraneo sta aumentando, e a prendere atto di quelle che sono ormai costanti “emergenze maltempo“. E così via.

Colpa dell’uomo, come suggeriva Sagan, o normale riscaldamento (ciclico) della Terra legato a dinamiche geo-qualcosa su cui non abbiamo alcun controllo? La prima che ho detto, secondo il 97% degli studi ad oggi realizzati sull’argomento.

In tal senso, che le iperpopolose Cina e Usa si siano date una svegliata (forse), non può che essere un fatto positivo.

Troppo tardi? Nel dubbio, lezioni di nuoto e addominali come se (…) piovesse.