Un anno da lettore (2012)

“Uh! Looks like we got ourselves a reader!”

(un camionista a Bill Hicks in una sua nota routine)

L’anno scorso ho saltato l’appuntamento, lo so. Ma è tempo di tornare alla tradizione. A grande richiesta (…), riecco la lista dei libri letti nel 2012, gentilmente offertami da Anobii. Semplice questione di taglia e incolla, niente di impegnativo.

Leggo più di qualcuno, leggo meno di qualcun altro. E questo è, rullus tamburorum, ciò che ho letto nel 2012 (gli ultimi della lista li ho letti dodici mesi fa, i primi li sto terminando in questi giorni):

Il mondo disegnato dai bambini: L’evoluzione grafica e la costruzione dell’identità     Di Tilde Giani Gallino

The Importance of Being Earnest: (Dover Thrift Editions)     Di Oscar Wilde

Strade blu: Un viaggio dentro l’America     Di William Least Heat-Moon

The Green Mile: Audio Box Set     Di Stephen King    (audiolibro)

Manuale di psicologia dell’educazione      di Clotilde Pontecorvo

Il suono, il segno, il significato: Psicologia dei processi di alfabetizzazione     Di Pinto Giuliana

In Cold Blood: A True Account of a Multiple Murder and Its Consequences    Di Truman Capote

Canterville Ghost: An Amusing Chronicle of the Tribulations of the Ghost of Canterville Chase When His Ancestral Halls …     Di Oscar Wilde     (audiolibro)

La prima frase è sempre la più difficile     Di Wisława Szymborska

La morte a Venezia     Di Thomas Mann

Vagabonding: L’arte di girare il mondo     Di Rolf Potts

Come funziona la musica. La scienza dei suoni bellissimi, da Beethoven e oltre     Di John Powell

Madame Bovary    Di Gustave Flaubert

Come un romanzo     Di Daniel Pennac

Memoria delle mie puttane tristi     Di Gabriel Garcia Marquez

High Fidelity   Di Nick Hornby (audiolibro)

Vizi e virtù della memoria     Di Cesare Cornoldi, Rossana De Beni

Firenze da piccola     Di Elena Stancanelli

Gita al faro     Di Virginia Woolf

La caduta     Di Albert Camus

The Great Gatsby     Di Francis Scott Fitzgerald

Non sparate sulla scienza     Di Robin Dunbar

Sostiene Pereira: Una testimonianza     Di Antonio Tabucchi

Vita segreta dei delfini     Di Smolker Rachel

Applicazioni di psicometria     Di Francesca Chiesi

Cent’anni di solitudine     Di Gabriel Garcia Marquez     (riletto per la terza volta)

Manuale di psicologia generale

Un amore     Di Dino Buzzati

Introduzione alla psicometria     Di Francesca Chiesi, Caterina Primi

Senza Dio: Del buon uso dell’ateismo     Di Giulio Giorello

C’era una volta un paradosso: Storie di illusioni e verità rovesciate     Di Piergiorgio Odifreddi

L’arte di correre     Di Haruki Murakami

L’uomo stocastico: Urania 687     Di Robert Silverberg

Lezioni americane: Sei proposte per il prossimo millennio     Di Italo Calvino

Lo potevo fare anch’io: Perché l’arte contemporanea è davvero arte     Di Francesco Bonami

Manuale di psicologia dello sviluppo

La difficoltà del calcolo nei bambini     Di Franca Tani, Nella Ciuffi, Anna Vitta

Io, Ibra     Di Zlatan Ibrahimovic

La versione di Barney     Di Mordecai Richler

Un oscuro scrutare     Di Philip K. Dick

Principi di neuroscienze     Di Thomas M. Jessell, James H. Schwartz, Eric R. Kandel

In verità emerge che non ho letto molto, e che è assai alta la percentuale di testi che ho dovuto leggere (più volte) o studiare in preparazione per qualche esame universario. Il romanzo che più mi ha colpito, se è vero che un grande libro modifica il modo di pensare di chi lo legge – ed è vero -, è stato senza dubbio La versione di Barney, opera brillante e inaspettatamente profonda a cui ho dedicato più di un post. Un testo questo che ho letto sull’ebook reader ma che penso di prendere anche in cartaceo: perché devo averlo materialmente. Perché Barney se lo merita. Un po’ staccato si trova The Great Gatsby, comprato a Madrid in un torrido giorno d’agosto, capolavoro di stile e d’efficacia. Consigliato a tutti gli aspiranti scrittori, così come il chirurgico e seminale In cold blood di Capote. Altre letture importanti sono state Sostiene Pereira (conoscevo solo la rappresentazione cinematografica), l’ultrapsicologico Gita al faro e il libro di viaggio Strade Blu. Nella sua imperfezione, ho trovato sconcertante (e bello) Un oscuro scrutare di Dick – anche qui, avevo visto il film in anticipo – mentre ho concluso che – finalmente lo posso dire – Flaubert è un autore davvero sopravvalutato. Madame Bovary, con la protagonista femminile più irritante della letteratura mondiale (sì, peggio della portinaia de L’eleganza del riccio), non è niente di straordinario. Parlando di classici, La caduta di Camus e Morte a Venezia sono piacevoli ma, anche qui, non mi sono sembrati dei miracoli letterari. Per variare un po’, ho ascoltato (correndo) l’audiolibro in lingua originale de Il miglio verde di King (libro letto e riletto, film visto e rivisto), uno dei miei romanzi preferiti in assoluto: bella esperienza, ripetuta con High Fidelity di Hornby (libro letto, film visto e rivisto).

Tra i saggi, niente mi ha impressionato più dell’opera mastodontica di Kandel sulle neuroscienze. Ma ammetto che il leggere Lo potevo fare anch’io di Bonami, libercolo leggero e poco pretenzioso, mi ha comunque fatto aprire gli occhi su una realtà – l’arte contemporanea – di cui non conoscevo niente di niente. Interessantissimo infine il saggio di Powell sulla fisica della musica: anche qui, concetti che rimangono. Perché ci ho ragionato sopra e perché ho saputo integrarli con altre nozioni, inserendoli nei più disparati contesti. Sono meta di brutto brutto, eh.

Ultime letture (Heinlein, Dick, Hicks, Twain)

Fanteria dello spazio, di Robert A. Heinlein. Parte forte, fortissimo. La prima metà (qui la trama), quella che tratta dell’addestramento del soldato – il protagonista Johnny Rico – è scritta bene, scorre che è un piacere ed è buonissima. Molto coinvolgente. Nella sua seconda parte il libro si inceppa, invece, più di una volta. In primo luogo viene fuori il maggiore difetto di Heinlein – riscontrato anche in altri suoi lavori – e cioé quello di farsi prendere la mano da velleità di saggista mettendo da parte la pura narrazione degli eventi. Si sente che vuole spiegarci le sue teorie: nel farlo, purtroppo, si dimentica di portare avanti la storia. In seconda battuta ho trovato un po’ noiose le pagine dedicate a quella che definirei grossolanamente “burocrazia militare”. Un comandante deve fare questo e quello, un sergente entra in azione quando muore caio, il tenente succede a tizio solo in circostanze particolare, il capitano ha compiti precisi X e Y, il caporale Z e K…insomma, questa roba qui. Non proprio emozionante, no? Infine, anche la narrazione della battaglia finale contro i Ragni mi ha lasciato abbastanza freddino. Libro belloccio, nel complesso – soprattutto per il folgorante inizio – ma niente che mi cambi la vita.

Un oscuro scrutare, di Philip K. Dick. Scritto malissimo, il libro (qui la trama) avanza a tentoni,  dando a volte l’impressione di non saper dove andare a parare. Eppure, forse anche per tale (presumo involontaria) zoppicante prosa, riesce a comunicare cosa si prova a essere un drogato – cosa si prova a percepire che le nostre facoltà cognitive ci stanno pian piano abbandonando – molto più di tanti altri libri letti sul tema. Il finale, tipicamente dickiano (così come è dickiana l’ossessione metafisica di cui è permeata l’intera opera), è qualcosa di fantastico. E terribile. E angosciante. E geniale.

Love all the people, su Bill Hicks. Ho parlato di Hicks fino alla nausea, nei post passati. Lo cito nuovamente solo per sottolineare, ancora, la grandezza del personaggio. Questo libro contiene la trascrizione dei suoi spettacoli, delle sue poesie, interviste e alcuni dei racconti che il comedian americano ha scritto nella sua breve vita. Il crudo e tremendo Thoughts on love and smoking (l’ho già detto) vale da solo il prezzo del volume.

A Dog’s Tale, di Mark Twain. Brevissimo racconto – credo si trovi trascritto sul web – letto il giorno di Natale. Ottimo se volete (ammesso che vogliate) che il vostro bambino scopra cos’è la vivisezione.

Rileggere, che passione

Piazza centrale di Tallinn (Estonia)

Voglio rileggere alcuni dei libri che più mi son piaciuti negli ultimi anni. Sono almeno tre le opere che ho bisogno (ora) di riprendere in mano e che prometto di riaffrontare.

Quindi (rullo di trombe), giuro pubblicamente che riuscirò a rileggere, entro la fine dell’anno:

  • Tutti a Zanzibar, di John Brunner. Perché l’ho letto in vacanza, una vacanza parecchio movimentata, e mi rendo conto di non averlo capito tutto. Libro geniale, stratificato e denso di roba.
  • Le tre stimmate di Palmer Eldritch, di Philip K. Dick. Perché è meraviglioso. E perché voglio capire se ne sono uscito o meno.
  • Conoscerete la nostra velocità, di Dave Eggers. Libro on the road, divertente e speciale che sa trasmettere – come pochi altri – la voglia di viaggiare. E l’amore per l’Africa. Lui è uno dei più grandi scrittori contemporanei, e se lo dice anche Neil Peart (issue 14)… be’, insomma, buona lettura a me. E a tutti.

A fine anno vedremo se sarò stato di parola.