Strumenti per pensare

I’m a robot, and you’re a robot, but that doesn’t make us any less dignified or wonderful or lovable or responsible for our actions. Why does our dignity depend on our being scientifically inexplicable?

Daniel Dennett

Sta per uscire il nuovo libro di Daniel Dennett. Si è discusso di lui spesso e volentieri, su questo blog, e la segnalazione mi pare quindi quasi doverosa. Anche se col tempo mi son reso conto di avere maturato, rispetto al filosofo americano, un’idea un tantino diversa sulla questione del libero arbitrio (e simili quisquilie), di fondamentale valore all’interno del pensiero dennettiano, trovo gran parte delle sue intuizioni ragionevoli e spesso brillanti (vedi qui, per dirne una). Si parla del suo ultimo lavoro su questa pagina del New York Times.

Hacking your brain

Sempre a proposito di cerebro et similia, la sempre ganzissima pagina FB I fucking love science mi segnala la seguente infografica. Leggendola vengono a mente molti racconti di Sacks e Ramachandran – penso per esempio alla più volte sottolineata relazione tra deprivazione sensoriale e allucinazioni, ma non solo. In special modo, si percepisce come il trucco della mirror box (un video esplicativo) ideato da quest’ultimo abbia influenzato parecchia gente, spingendola a sperimentare e sperimentare ancor di più, confrontandosi con idee che a prima vista paiono le più assurde ma che, se ben sfruttate, possono portare benefici pratici.

Hacking your brain
(A scanso di equivoci: no, io non ho provato a fare niente del genere)